Ecco perché il Toxoplasma gondii si riproduce solo nei gatti

Toxoplasma gondii

Un gruppo di ricercatori, tramite uno studio pubblicato su Public Library of Science Biology, chiarisce il mistero riguardo alla riproduzione del Toxoplasma gondii, un parassita monocellulare che infetta soprattutto i gatti e che in alcune occasioni può risultare una minaccia per i feti umani nonostante nella maggioranza dei casi per noi possa risultare innocuo.

Il Toxoplasma gondii può riprodursi massimamente solo nell’intestino dei gatti sebbene possa infettare altri animali all’interno dei quali però non riesce a riprodursi.
Si pensa che questo parassita, oltre ad essere onnipresente nell’ambiente, si trovi all’interno del corpo di quasi un terzo dell’intera popolazione umana, tecnicamente infetta. Il parassita entra nel nostro corpo attraverso carne poco cotta o cibi, oggetti o acqua contaminati da rifiuti di gatto.

L’unico pericolo che sembra essere stato accertato per gli esseri umani è la trasmissione al feto nelle donne incinte, cosa che può portare, come dimostrato in determinati casi, a conseguenze gravi.
Tuttavia resta il fatto che la maggior parte delle persone non sa neanche di essere stata infettata perché questo parassita, nonostante risieda nel cervello, è innocuo per qualsiasi essere umano al di fuori dell’utero.

Per ragioni sconosciute questo parassita quando si trova nell’intestino dei gatti si riproduce in maniera massiva e apparentemente incontrollata.
Secondo Laura Knoll, autrice senior dello studio, è una particolare sostanza, un acido grasso presente nell’intestino dei gatti, ad essere quella responsabile di questa riproduzione anomala.

Gli esperimenti con il Toxoplasma gondii

I ricercatori hanno infatti allevato il parassita in cellule intestinali di gatti coltivate laboratorio. In un primo momento i loro sforzi sono risultati inutili. Quando hanno aggiunto l’acido linoleico, un acido grasso essenziale per questo parassita, quest’ultima cominciato a riprodursi.
E i felini sono gli unici mammiferi che hanno un ambiente intestinale molto ricco di questo acido che, apparentemente, sembra essere la chiave molecolare per il Toxoplasma gondii onde raggiungere la maturità sessuale.

Gli esperimenti con i topi

Incuriositi da questa informazione, i ricercatori hanno soppresso nei topi l’enzima D6D, ossia l’enzima che metabolizza l’acido linoleico. Hanno poi integrato la dieta dei topi con l’acido linoleico ed hanno ottenuto gli stessi tassi riproduttivi del Toxoplasma gondii dei gatti.

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