Ecco perché obbedire ad un ordine può far commettere cose orribili

Schema che mostra l’esperimento messo in atto dai ricercatori (credito: Doi: 10.1016/j.neuroimage.2020.117251 – NeuroImage – ScienceDirect)

Obbedire agli ordini può provocare minore rimorso e quindi può favorire azioni più cattive e dannose e questo può essere spiegato anche a livello neurologico. Lo rileva un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Istituto Olandese di Neuroscienze che hanno pubblicato un nuovo studio su NeuroImage.
Sono moltissimi gli esempi, nel corso della storia umana, di gruppi di persone, spesso componenti di veri e propri eserciti, che hanno commesso azioni orrende e spaventose eseguendo l’ordine di un superiore e ora questo studio fornisce una spiegazione.

Obbedire agli ordini favorisce le azioni cattive non solo perché molto spesso non si può disobbedire all’ordine stesso pena una punizione personale ma anche perché, secondo i risultati conseguiti dallo studio, può ridurre il livello di empatia e l’attività in quelle regioni cerebrali correlate al senso di colpa, in particolare per il dolore inflitto ad un’altra persona.
Nel tentativo di capire perché obbedire ad un ordine a un’influenza così forte sulla moralità di una persona, Emilie Caspar, una delle autrici dello studio, ha analizzato, con l’aiuto dei colleghi, il comportamento di vari partecipanti a particolari esperimenti. I cervelli dei partecipanti venivano analizzati tramite scanner MRI con i quali i ricercatori registravano le loro attività cerebrali.

I soggetti venivano divisi in coppie composte da un “agente” e da una “vittima”, poste di fronte a due pulsanti: l’agente faceva partire una scossa lievemente dolorosa sulla mano della vittima. Questa piccola scossa faceva guadagnare al primo partecipante 5 centesimi di euro. L’agente aveva però una scelta: poteva premere anche un secondo pulsante che non faceva partire alcuna scossa ma in questo caso non riceveva la moneta.
In alcuni casi il primo partecipante poteva scegliere di far partire la scossa o meno nei confronti della “vittima”, mentre in altri casi riceveva l’ordine di far partire la scossa.

I ricercatori si accorgevano che gli agenti erano più propensi a far partire la scossa quando veniva dato loro l’ordine rispetto a quei casi in cui erano liberi di scegliere.
Secondo Kalliopi Ioumpa, altro autore dello studio, “i risultati di neuroimaging hanno mostrato che le regioni legate all’empatia erano meno attive quando obbedivano agli ordini rispetto all’agire liberamente. Abbiamo anche osservato che obbedire agli ordini riduceva le attivazioni nelle regioni del cervello associate al senso di colpa”.

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