Ecco quante civiltà extraterrestri potrebbero scoprirci quando passiamo davanti al Sole

Il metodo del transito è uno dei metodi più utilizzati per individuare gli esopianeti, ossia i pianeti oltre il sistema solare. Individuare altri pianeti è considerato come uno dei primi passi per capire le reali possibilità di presenza di vita extraterrestre intelligente al di fuori del nostro sistema solare.
Ma se fossero gli altri a volere osservare noi con questo stesso metodo, considerato come uno dei più efficienti per individuare pianeti anche da centinaia di anni luce di distanza? Un nuovo studio è partito proprio da questa domanda interessantissima per capire quante stelle potrebbero “ospitare” pianeti dai quali eventuali civiltà aliene potrebbero intercettarci proprio con questo metodo.

Che cos’è il metodo del transito

Il cosiddetto “metodo del transito” è uno dei metodi più utilizzati per individuare pianeti extrasolari. Il metodo necessita, però, di un particolare allineamento tra l’osservatore, il pianeta da osservare e la stella intorno a cui il pianeta da osservare orbita. In sostanza tutti e tre i soggetti devono trovarsi sulla stessa linea visiva.
In questo modo, quando il pianeta passerà inevitabilmente davanti alla stella, l’osservatore potrà notare un calo di luminosità e, analizzando proprio questo calo, individuare anche diversi dati relativi al pianeta stesso.

Nuovo studio: sono 2034 i sistemi stellari “compatibili”

Secondo un nuovo studio condotto da scienziati della Cornell University e dell’American Museum of Natural History, esistono 2034 sistemi stellari considerabili come “vicini” (entro 326 anni luce di distanza) che potrebbero essere in grado, proprio grazie alla loro posizione, di individuare il nostro pianeta con il metodo del transito.
Ma dato che le stelle nella nostra galassia si muovono e cambiano posizione nel tempo, gli scienziati hanno fatto di più: hanno calcolato quanti sistemi stellari potrebbero avere individuato la Terra in un periodo compreso tra 5000 anni fa (dunque più o meno quando la civiltà umana e sorta) ed oggi e quanti potrebbero fare la stessa cosa nei prossimi 5000 anni.

Utilizzati i dati di un catalogo del telescopio spaziale Gaia

I risultati sono davvero interessanti anche perché si tratta di uno dei pochi studi che compie questi calcoli dal punto di vista degli alieni, non dal nostro, come sottolinea Lisa Kaltenegger, una professoressa di astronomia nonché direttrice del Carl Sagan Institute della Cornell.
La scienziata spiega che lei e i suoi colleghi hanno voluto calcolare quante stelle possono vantare, oppure hanno potuto o potranno, un punto di osservazione ottimale per individuare la Terra quando questa, orbitando, comincia a bloccare parte della luce del sole dalla loro punto di vista. Per fare questo i ricercatori hanno usato i dati relativi al catalogo eDR3 del telescopio spaziale Gaia dell’agenzia spaziale europea. Si tratta di un database che contiene dati relativi al movimento delle stelle e quindi anche a quelli relativi alla zona di transito terrestre dal punto di vista di altri sistemi stellari.

In quanti potrebbero scoprirci in 10.000 anni?

Secondo quanto spiega Jackie Faherty, un’astrofisica che ha partecipato allo studio, si tratta di una mappa abbastanza precisa che ha permesso loro di guardare letteralmente avanti o indietro nel tempo e di capire dove le stelle si trovavano migliaia di anni fa e dove si troveranno fra migliaia di anni.
Prendendo in considerazione un periodo di 10.000 anni (5000 nel passato e 5000 nel futuro), i ricercatori hanno individuato 2034 sistemi stellari che potrebbero essere stati, potrebbero essere oggi o potrebbero essere in futuro in una posizione giusta per individuare la Terra con il metodo del transito. Secondo i ricercatori 117 di questi sistemi si trovano ad una distanza di circa 100 a.l. dal sole mentre 75 di essi potrebbero averci individuato con il metodo del transito da quando sono iniziate le prime trasmissioni radio sulla Terra, all’incirca 100 anni fa.

In 7 dei sistemi individuati ci sono pianeti già confermati

Quello che hanno accertato gli scienziati con questo studio è che l’area della Via Lattea in cui è presente il nostro sistema solare è una zona molto dinamica nella quale il giusto punto di osservazione di un sistema rispetto all’altro per sfruttare il metodo del transito cambia continuamente.
Dei 2034 sistemi stellari individuati, 7 di essi sono già noti per il fatto che ospitano degli esopianeti già catalogati. Una eventuale civiltà extraterrestre intelligente presente su uno di questi pianeti avrebbe potuto o potrebbe in futuro rilevare il nostro pianeta proprio come oggi scienziati fanno con gli esopianeti.

Con giuste tecnologie potrebbero individuare anche vita

E, secondo gli scienziati, con tecnologie sufficientemente avanzate tali civiltà potrebbero anche determinare la presenza di vita sul nostro pianeta esaminando l’atmosfera terrestre retroilluminata dal sole.
In particolare c’è un sistema, denominato Ross 128, che dista da noi circa 11 a.l. e che vede la presenza di una nana rossa. Si tratta del secondo sistema più vicino a noi che contiene un esopianeta già catalogato (si tratta di un pianeta delle dimensioni di 1,8 volte quella della Terra). Un eventuale civiltà su questo pianeta, secondo i calcoli degli scienziati, avrebbe potuto vedere la Terra transitare davanti al nostro sole per 2158 anni, partendo da 3057 anni fa. Questa eventuale civiltà avrebbe perso questa possibilità di individuarci circa 900 anni fa.

E i pianeti del sistema Trappist-1?

Un altro sistema interessante è quello di Trappist-1, situato a 45 a.l. di distanza dalla Terra. In questo sistema sono stati già individuati sette pianeti, tutti delle dimensioni della Terra (più o meno), con quattro di essi situati nella cosiddetta “zona abitabile”. Eventuali civiltà su questi esopianeti, secondo i ricercatori che hanno condotto questo studio, non potrebbero individuarci se non tra 1642 anni quando i tre soggetti (nostro sole, Terra e pianeta con civiltà aliena) si allineeranno in maniera giusta. Tra 1642 anni questi eventuali osservatori potranno continuare ad individuarci per un periodo lungo 2371 anni.
Eventuali informazioni più dettagliate potranno essere acquisite con il telescopio spaziale James web che dovrebbe essere lanciato entro la fine di quest’anno.

Note e approfondimenti

  1. Past, present and future stars that can see Earth as a transiting exoplanet | Nature (IA) (DOI: 10.1038/s41586-021-03596-y)

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