Edifici umani su Marte, ecco come potrebbero essere

L'edificio marziano proposto da HASSELL Studio in collaborazione con Eckersley O’Callaghan (EOC)

Nel contesto di un progetto organizzato dalla NASA e dalla Bradley University per capire quali possono essere le migliori soluzioni infrastrutturali per quanto riguarda la futura presenza umana su Marte, Hassell Studio, uno studio di design internazionale, ha fatto la propria proposta presentando uno futuristico concept con vari moduli abitativi uniti sotto un tetto di forma cupolare.

Gli eventuali habitat umani su Marte dovranno contare su una tipologia di architettura estremamente diversa da quella terrestre. Mentre sulla Terra gli architetti devono sostanzialmente lottare solo contro la gravità, su Marte dovranno permettere agli utenti di sopravvivere, sostanzialmente facendo sì che evitino ogni contatto con l’ambiente esterno.
Monumenti ambiziosi, di quelli che si possono vedere sulla Terra, altissimi, estesi e con tantissime finestre e terrazzi sono assolutamente improponibili sul pianeta rosso, anche a causa del problema fortissimo riguardante le radiazioni solari, non schermate praticamente da alcun atmosfera.

Gli edifici proposti da Hassell vedono spazi limitati a livello di estensione sulla superficie e costruiti per consentire la socializzazione. Diversamente dal nostro pianeta, gli umani su Marte sostanzialmente staranno a stretto contatto 24 ore su 24.
Gli edifici sono pensati per un massimo di quattro astronauti e permetterebbero di utilizzare materiali riciclati da vari lander di supporto.

L’edificio proposto, il cui design è stato realizzato insieme ad un gruppo di ingegneri strutturali della Eckersley O’Callaghan (EOC), vede un guscio esterno fatto di regolite. Le parti potrebbero essere rapidamente stampate in 3D praticamente subito dopo l’atterraggio.
L’habitat prevede vari moduli rotondi dedicati a vari scopi (bagno, cucina, angolo doccia, laboratori, stanze da letto, eccetera) e la possibilità di far “attraccare” uno dei lander di supporto consentendo il carico e lo scarico senza uscire all’esterno.

Il progetto prevede infatti anche la costruzione di vari lander semoventi capaci di acquisire autonomamente le materie prime dal suolo, una sorta di minatori robot.
Hassell ha pubblicato anche un video sul proprio sito che mostra in dettaglio il profilo strutturale, le varie sezioni e i vari moduli nonché gli stessi lander in azione.

Fonti e approfondimenti

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