Effetti dell’alcol sulla vista: diminuisce contrasto e aumenta luce verso retina

Credito: pexels, Pixabay, 1866883

Sappiamo che il consumo di alcol eccessivo può compromettere le funzioni visive e può influire su quelle attività per le quali le stesse funzioni visive sono assolutamente fondamentali, in primis la guida di un veicolo. Ma qual è, nello specifico, l’influenza negativa che l’alcol può avere sull’apparato visivo umano?
È questo l’oggetto d’un nuovo studio apparso su Scientific Reports che certifica non solo che l’alcol può influenzare direttamente la vista ma spiega che, in particolare, può diminuire significativamente la sensibilità dell’occhio al contrasto, ossia la capacità di discernere i vari contrasti di luminosità, e può creare una sorta di velo luminoso davanti agli occhi aumentando la luce che viene inviata nella retina.

I ricercatori si sono rifatti ad esperimenti a cui hanno partecipato 40 persone con un’età media di 28 anni. Ai soggetti veniva fatto consumare del vino rosso e per misurare il livello di alcol venivano utilizzati normali etilometri che analizzavano l’area espirata. I soggetti eseguivano tre sessioni sperimentali diverse con varie quantità di vino oppure con nessuna quantità di vino.
Durante le sessioni venivano valutate due delle principali funzioni degli occhi: la sensibilità al contrasto e la quantità di luce che può raggiungere la retina. I soggetti, infine, dovevano partecipare a delle sessioni con simulatori di guida.

I ricercatori notavano che le prestazioni alla guida di minuivano sempre di più a seconda del quantitativo di alcol consumato, cosa naturalmente già nota. Notavano però che i soggetti avevano varie difficoltà, tra cui l’impossibilità di determinare con sufficiente accuratezza la posizione dell’auto all’interno della carreggiata stradale e un tempo di reazione maggiore nella frenata. Alcune di queste difficoltà erano riconducibili ad una minore sensibilità al contrasto e ad un aumento della luce che raggiungeva la retina.
L’esperimento e lo studio sono stati condotti da Miriam Casares López sotto la supervisione di José Juan Castro Torres, professore nel dipartimento di ottica dell’Università di Granada.

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