Elettrodi rivestiti con materiale adesivo ispirato alle cavallette

Uno dei problemi principali degli elettrodi utilizzati per il corpo umano è il livello di adesione alla pelle. Un buon livello di adesione può registrare segnali di alta qualità, diversamente dagli elettrodi caratterizzati da un livello di adesività insoddisfacente.
Ancora oggi, gli elettrodi tradizionali sono caratterizzati da una serie di svantaggi. Quelli metallici sono troppo rigidi e dunque scomodi da indossare, non adatti per le sessioni più lunghe. Gli elettrodi a gel, quelli che si stanno diffondendo negli ultimi anni e che vengono usati nella pratica medica e clinica quotidiana, possono andare a causare irritazioni cutanee o addirittura reazioni allergiche.

Un nuovo gruppo di ricerca, capitanato da Janos Vörös, professore di bioelettronica, e Christopher Hierold, professore di micro e nanosistemi, dichiara (in una ricerca pubblicata su Advanced Healthcare Materials) di aver sviluppato un nuovo rivestimento per elettrodi fatto di una materiale con varie caratteristiche più che positive.
Innanzitutto si rivela molto elastico proprio come la pelle e chi lo indossa dichiara che a malapena si accorge di averlo attaccato sulla pelle. Inoltre, e forse questa la caratteristica più importante, questo speciale materiale consente una registrazione più approfondita dei segnali, come ad esempio quelli provenienti dal cuore o dal cervello, rispetto agli elettrodi tradizionali.

Il nuovo materiale è composto più che altro da un mix di gomma siliconica e di particelle di argento che fanno da conduttore. Per lo sviluppo del rivestimento, gli scienziati si sono ispirati al meccanismo che le cavallette utilizzano per camminare sulle superfici verticale. Le cavallette, infatti, possono vantare, sotto le zampe, un rivestimento composto da numerose punte o rilievi disposte come se andassero a comporre un mosaico. Proprio questi rilievi fanno da “adesivo” a causa di un fenomeno conosciuto come interazione di Van der Waals.

Fonti e approfondimenti



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