Encefalite da zecche, scoperti anticorpi molto potenti: vaccino più vicino?

Virus dell'encefalite trasmessa da zecche (credito: Stiasny K, Kössl C, Lepault J, Rey FA, Heinz FX, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Una nuova scoperta è stata fatta per quanto riguarda l’encefalite da zecche, una malattia che può essere trasmessa agli esseri umani da zecche infettate dal virus dell’encefalite trasmessa dalle zecche (TBEV), un flavivirus. I sintomi principali di questa malattia sono simili a quelli dell’influenza ma sono associati anche a sintomi ben più gravi che riguardano il sistema neurologico tra cui perdita di memoria e veri e propri declini cognitivi. Ogni anno vengono segnalati migliaia di casi e ad oggi non esiste una cura.

Nel nuovo studio i ricercatori Marianna Agudelo e Michel C. Nussenzweig della Rockefeller University, insieme ai colleghi, hanno analizzato circa 800 anticorpi prelevati da persone che si erano riprese dalla encefalite da zecche oppure che erano state vaccinate per prevenire questa tipologia di infezione. I ricercatori hanno scoperto alcuni anticorpi più potenti di altri. Questi anticorpi si sono rivelati molto neutralizzanti mostrando risultati molto promettenti negli esperimenti sui topi, risultati che fanno sperare nella creazione di un vaccino molto più efficiente anche per gli esseri umani. Questi anticorpi più potenti, designati dai ricercatori con la denominazione VH3-48, neutralizzavano le varietà del virus TBEV ma anche altri ceppi di virus tra cui quello della malattia della foresta di Kyasanur, quello della febbre emorragica di Omsk, e del virus Powassan.

Si tratta di anticorpi non comuni in quanto quelli prodotti dal corpo umano quando vengono esposti ai virus dell’encefalite trasmessa dalle zecche di solito risultano molto più deboli. Questi anticorpi più forti, invece, appaiono solo in maniera occasionale.
I ricercatori, come spiega lo stesso Nussenzweig, ora sanno cosa usare per realizzare vaccini più efficaci per questa malattia; i prossimi passi saranno rappresentati da una sperimentazione clinica con gli anticorpi da effettuare probabilmente in Europa dove ci sono più casi.

Note e approfondimenti

  1. The Rockefeller University » Brain disease transmitted by tick bites may be treatable (IA)
  2. Broad and potent neutralizing human antibodies to tick-borne flaviviruses protect mice from disease | Journal of Experimental Medicine | Rockefeller University Press (IA) (DOI: 10.1084/jem.20210236)

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