Energia prodotta bruciando polvere di ferro: ricercatori olandesi creano prototipo

Il congegno che genera energia dalla combustione di polvere di ferro creato dal Team SOLID (credito: Bart van Overbeeke, Università di Eindhoven)

In Olanda il governo sta seriamente prendendo in considerazione la possibilità di smettere di consumare gas naturale entro il 2022. Ora un gruppo di ricercatori pensa di poterlo sostituire con la polvere di ferro.
Bruciare polvere di ferro, infatti, non genera emissioni di CO2 e i residui, composti per lo più da una sorta di ruggine, possono poi essere agevolmente riciclati. Bruciare il ferro, tra l’altro, può produrre temperature più alte di altre tipologie di combustione, una caratteristica che si rivela essenziale soprattutto per il consumo industriale.

Il processo è collegato anche all’utilizzo dell’energia rinnovabile in eccesso. Quest’ultima, generata ad esempio dai pannelli solari, può essere immagazzinata in maniera più proficua e più compatta nel ferro trasformando la stessa ruggine (ossido di ferro) in ferro. Quest’ultimo può poi essere utilizzato come combustibile nel momento in cui si necessita di energia.

L’ossido di ferro risultante può poi essere riutilizzato in un sistema circolare che non genera rifiuti e soprattutto non genera anidride carbonica.
A tal proposito una squadra di studenti, denominata Team SOLID, in collaborazione con Philip de Goey e Niels Deen, professori dell’Università di Eindhoven, ha realizzato un congegno con una capacità di 20 kW, rapido da utilizzare e facile da scalare, che tramite la combustione di polvere di ferro crea calore per generare elettricità, quindi acqua calda e infine vapore.

Fonti e approfondimenti



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