Enorme corridoio di ghiaccio trovato su Titano

L'enorme striscia di ghiaccio (in blu) vista da tre orientamenti diversi (credito: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Un enorme strato di ghiaccio che si estende per quasi la metà della circonferenza di titano, una delle più strane lune di Saturno, è stato scoperto da un gruppo di ricercatori che stanno analizzando i dati della sonda Cassini della NASA, dati raccolti nel corso di una lunga missione durata ben 13 anni fino a settembre 2017.

La scoperta è stata effettuata da Caitlin Griffith, ricercatrice dell’Università dell’Arizona, e dai suoi collaboratori mentre cercava di scovare la fonte delle immense quantità di metano presenti su questa luna. Rovistando tra i dati e le immagini della sonda hanno scoperto una lunghissima distesa di ghiaccio che si estende per circa la metà della circonferenza di questa luna, ossia per un totale di quasi 6300 km.

La scoperta, poi descritta in uno studio apparso su Nature Astronomy, di questa striscia di ghiaccio ha colpito i ricercatori in quanto si pensa che la superficie di Titano sia perlopiù coperta da sedimenti organici “piovuti” dalla rottura delle molecole di metano nell’atmosfera a causa dei raggi provenienti dal sole.
Non è dunque chiaro come questa striscia di ghiaccio d’acqua possa avere resistito in un ambiente con condizioni del genere.

I ricercatori credono si tratti di una “reliquia” di un’altra epoca, letteralmente congelata nel tempo, come rileva la stessa Griffith: “È possibile che stiamo vedendo qualcosa che è una traccia di un’epoca in cui Titano era completamente diverso”.
L’ipotesi che al momento i ricercatori hanno messo sul tavolo chiama in causa le antiche attività di criovulcanismo: secondo i ricercatori al momento non dovrebbero essercene ma un tempo su questa luna c’erano diversi vulcani ghiacciati che eruttavano acqua, ammoniaca o metano invece del solito magma roccioso che eruttano i vulcani che abbiamo sulla Terra.

Tuttavia non si comprende come questo gigantesco corridoio di ghiaccio sia ancora in piedi, anzi i ricercatori credono che presto potrebbe scomparire proprio a causa del metano che piove di continuo sulla superficie e che sta erodendo questo strato di ghiaccio.

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