Enormi riserve di mercurio scoperte nel permafrost dell’emisfero settentrionale

Distesa di Permafrost in Alaska (credito immagine: John A. Kelley, USDA Natural Resources Conservation, CC BY 2.0)

Un gruppo di ricerca ha rilevato la presenza di riserve enormi di mercurio naturale nel permafrost dell’emisfero settentrionale. Nello studio, pubblicato oggi sul Geophysical Research Letters, si parla di un punto di svolta per quanto riguarda le implicazioni del ciclo globale del mercurio dato che le zone analizzate, perlopiù rappresentate da permafrost, sembrano immagazzinare un quantitativo di mercurio che può essere considerato come doppio rispetto al quantitativo totale presente nel resto della Terra, considerando suoli, oceano e atmosfera.

Si tratta di una scoperta le cui implicazioni possono essere notevoli in termini di inquinamento. Un quantitativo così alto di mercurio introdotto nell’ambiente, una volta che le distese congelate del permafrost settentrionale si andassero disfacendo sempre di più, potrebbe causare cambiamenti negli ecosistemi neanche prevedibili.
La quantità di mercurio rilasciata andrebbe ad influenzare diversi ecosistemi nel mondo in quanto il mercurio è noto per la sua facilità nell’accumularsi nelle catene alimentari acquatiche e terrestri. Per quanto riguarda gli effetti sul corpo degli esseri viventi causati dal mercurio, anch’essi sono già ben conosciuti: il mercurio può procurare effetti negativi a livello neurologico e riproduttivo, tra gli altri.

Paul Schuster, idrologo presso l’US Geological Survey di Boulder, in Colorado, uno degli autori dello studio, parla chiaramente: gli effetti della presenza di questo mercurio sarebbero pressoché nulli se esso resterebbe intrappolato al di sotto dello strato congelato ma, dato il tasso di disgelo del permafrost che testimonia un disfacimento di quest’ultimo sempre più veloce, il rilascio di grosse quantità di mercurio nell’ambiente è un’eventualità da prendere assolutamente considerazione.
In particolare, lo studio ha rilevato circa 793 gigagrammi, più di 50 milioni di litri, di mercurio congelato sotto il permafrost settentrionale, una quantità superiore di circa 10 volte a quella relativa alle emissioni di mercurio causate dall’uomo negli ultimi trent’anni.

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