Entanglement quantistico, fotone inviato a 50 km di distanza su fibra ottica

Fotone entangled percorre 50 km su fibra ottica, un passo avanti forse decisivo per la costruzione di una intranet quantistica su scala cittadina (credito: IQOQI Innsbruck/Harald Ritsch)

Un passo importante nel contesto del possibile utilizzo delle reti quantistiche in informatica è stato realizzato da un gruppo di ricercatori secondo quanto pubblicato in un comunicato apparso sul sito dell’Università di Innsbruck.

Secondo il comunicato, per la prima volta è stata coperta una distanza di 50 km, usando dei cavi in fibra ottica, per quanto riguarda il trasferimento di entanglement quantistico tra materia e luce.
L’esperimento è stato eseguito dal team del fisico sperimentale Ben Lanyon che da anni sta studiando i fenomeni del mondo quantistico per capire eventuali applicazioni nell’informatica reale, in particolare nelle reti di computer.

I ricercatori hanno intrappolato un atomo di calcio in una trappola ionica. Quindi, tramite raggi laser, hanno eccitato lo ione che ha emesso un fotone in cui sono memorizzate informazioni quantistiche dopo che gli stati quantici dell’atomo e la stessa particella di luce sono entrati nello stato di entanglement; sono cioè rimasti “collegati”.

I ricercatori sono quindi riusciti ad inviare questo fotone attraverso un linea di fibra ottica lunga 50 km. A seguito dell’invio, i ricercatori hanno misurato lo stato dell’atomo e della particella di luce arrivata a destinazione certificando che erano ancora nello stato di entanglement.

Gli stessi ricercatori credono che sia possibile, creando due nodi che inviano ciascuno un fotone entanglement su una distanza di 50 km, ottenere un invio di 100 km, una distanza che permetterebbe di costruire la prima vera rete quantistica intercittadina.
“Sarebbe necessaria solo una manciata di sistemi di trappole ioniche lungo il percorso per stabilire una rete quantistica tra Innsbruck e Vienna”, riferisce il comunicato stampa.

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