Entanglement quantistico realizzato a bordo di un nanosatellite cubesat

Il dispositivo quantistico realizzato dagli scienziati (credito: doi: 10.1364/OPTICA.387306 – OSA)

Un altro passo importante nel contesto di una rete globale quantistica per la comunicazione è stato realizzato da un team di ricercatori dell’Università Nazionale di Singapore.
Guidati da Aitor Villar del Center for Quantum Technologies, i ricercatori sono riusciti a generare nonché a rilevare il fenomeno dell’entanglement quantistico a bordo di un nanosatellite, un cubesat denominato SpooQy-1 dal peso di 2,6 kg che naturalmente orbita intorno al nostro pianeta. Il nanosatellite è stato equipaggiato con uno speciale dispositivo miniaturizzato che è riuscito a generare con successo coppie di fotoni aggrovigliati ad una temperatura compresa tra 16 e 21,5° centigradi.

Secondo quanto spiega lo stesso Villar, questo risultato è promettente nel senso che infonde speranza nella possibile creazione di una rete quantistica globale che possa trasmettere dati e informazioni tramite segnali quantici da veicoli spaziali verso la Terra e viceversa.
I segnali potrebbero poi essere usati per alimentare praticamente qualsiasi applicazione di comunicazione quantistica. Si potrebbe, per esempio, distribuire chiavi quantistiche per trasmettere dati sicurezza e si potrebbero trasferire le informazioni replicandole tramite il fenomeno del teletrasporto quantistico.

Questa versione miniaturizza di entanglement quantistico ha dimostrato di poter operare anche a bordo di un cubesat, dunque un satellite tra i più economici e a basso costo, grande quanto un una scatola delle scarpe, anzi anche meno.
“Speriamo che il nostro lavoro ispiri la prossima ondata di missioni di tecnologia quantistica basata sullo spazio e che nuove applicazioni e tecnologie possano beneficiare dei nostri risultati sperimentali”, spiega ancora lo stesso Villar.
Lo studio è stato pubblicato su

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