Enzima possibile bersaglio per l’Alzheimer scoperto da ricercatori

Un nuovo possibile bersaglio farmacologico per contrastare la malattia di Alzheimer è stato scoperto da un gruppo di ricercatori del Queensland Brain Institute.

I ricercatori hanno scoperto che l’enzima dPI3K è responsabile della produzione di un particolare peptide tossico che si accumula nelle placche del cervello dei pazienti affetti da Alzheimer “causando il caos”, come specifica Ramón Martínez-Mármol che ha condotto lo studio insieme a Frédéric A. Meunier.

Inoltre questo stessa enzima produce un’importante proteina di segnalazione coinvolta nell’infiammazione.
I ricercatori hanno svolto esperimenti sui topi malati di Alzheimer: eliminando l’enzima dPI3K nei roditori i livelli di placche nel cervello e la stessa risposta infiammatoria tornavano a livelli normali. I topi sembravano ancora produrre peptidi tossici ma per qualche motivo sconosciuto ai ricercatori non si accumulavano e non formavano placche.

Inoltre i ricercatori hanno scoperto che un farmaco già utilizzato per curare la leucemia si rivela efficiente per trattare i topi con la malattia di Alzheimer perché riduce il movimento del peptide tossico all’interno delle cellule.
Questo nuovo approccio, che prevede eventuali interventi sul sistema immunitario, si introduce in nuove strategie che, secondo gli stessi ricercatori, devono essere messe in atto per trattare la malattia di Alzheimer, strategie che debbono toccare aspetti diversi della malattia come si fa con gli approcci combinati per contrastare il cancro.

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