Eparina sembra ridurre legame della proteina spike nel coronavirus SARS-CoV-2

L’incubazione delle cellule infette dal SARS-CoV-2, il virus della COVID-19, con eparina non frazionata può arrivare ad impedire il legame con le proteine spike, ossia quelle proteine che il virus usa per legarsi ai recettori ACE2 delle cellule che prende di mira e quindi per infettare il corpo, come riferisce in un nuovo articolo News Medical in relazione ad un nuovo studio apparso su biorXiv (per il quale, dunque, non è stata ancora completata la procedura di revisione tra pari).

Il team di ricercatori dell’Università di Sheffield ha sviluppato un nuovo test per analizzare come il virus si attacca alle cellule del corpo infetto. Hanno usato questo test per comprendere gli effetti dell’incubazione delle cellule con eparina a 37° centigradi. L’eparina è un farmaco di solito usato come anticoagulante, ad esempio dopo attacchi di cuore o angina instabile. I ricercatori scoprivano che l’eparina sembrava ridurre l’infezione virale da COVID-19, come riferito nell’abstract dello stesso studio (secondo link in basso).

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