Epilessia resistente ai farmaci, nuovo composto basato su vitamina K molto promettente

Un nuovo farmaco basato sulla vitamina K risulterebbe promettente per trattare l’epilessia resistente ai farmaci secondo un comunicato apparso sul sito dell’Università Medica della Carolina del Sud.
Il relativo studio, pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry, parla di nuovo composto ideato da due ricercatori, Sherine Chan e James Chou, che risulta essere una forma modificata della vitamina K presente in natura.

Sperimentato sui topi E se i pesci zebra, questo farmaco eliminava del tutto l’attività convulsiva. Uno dei tratti più interessanti della scoperta sta nel fatto che il farmaco è “biodisponibile per via orale, ha un’eccellente penetrazione cerebrale, è rapidamente distribuito nel sistema nervoso centrale ed è ben tollerato nei topi e nei ratti”, come spiegala stessa Chan.
Si tratta di una nuova classe di composto anti-convulsivo che può essere considerato letteralmente una vitamina, come spiega Chou, benché sia unico a livello strutturale e diverso dalla maggior parte dei composti realizzati per questo scopo.

Quello che fa il farmaco è aumentare la capacità delle cellule cerebrali di produrre energia. Queste cellule hanno infatti bisogno di notevole quantità di energia la quale è prodotta dai mitocondri. Quando questi ultimi sono danneggiati o comunque hanno difficoltà produrre il livello di energia sufficiente, si innesca una disfunzione mitocondriale che è alla base dell’epilessia come di altre malattie neurologiche.
I ricercatori hanno per ora sviluppato il farmaco solo sui topi e sui pesci zebra ottenendo risultati molto incoraggianti.

Ora i due ricercatori hanno fondato Neuroene Therapeutics, una nuova start-up, per portare avanti il loro progetto di creare un farmaco non solo per l’epilessia ma per tutte quelle condizioni simili resistenti ai farmaci e causate da disfunzioni mitocondriali.
“Se sei in grado di proteggere i tuoi mitocondri e aiutarli a funzionare bene e fare abbastanza energia, allora aiuterai le tue cellule cerebrali a rimanere in vita e fare il loro lavoro. Ecco come crediamo che questo composto sia da aiuto per le malattie neurologiche”, spiega Chan.

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