Eruzioni vulcaniche ai tropici riducono piogge globali tramite El Niño

Le eruzioni vulcaniche nei tropici riducono le precipitazioni globali. È questo il risultato raggiunto da Seung-Ki Min e Seungmok Paik del dipartimento di ingegneria ambientale dell’Università di Scienza e Tecnologia di Pohang (POSTECH)
Insieme ad altri colleghi del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, dell’Istituto di Tecnologia di Zurigo e dell’Università di Edimburgo.

Nello specifico, secondo i ricercatori il fenomeno di El Niño indotto dalle eruzioni vulcaniche a queste latitudini ha un ruolo importante nella riduzione delle piogge in tutto il mondo.
Nello studio, pubblicato su Science Advances, i ricercatori spiegano come la differenza nella risposta di El Niño a seguito delle eruzioni vulcaniche sia un fattore di riduzione delle precipitazioni.

El Niño è infatti un fenomeno climatico di natura globale che si svolge ogni 3-8 anni e che indebolisce gli alisei dell’oceano Pacifico equatoriale. Attraverso una serie di eventi, questo fenomeno aumenta alle temperature dei mari del Pacifico orientale causando condizioni meteorologiche estreme in altre parti del globo, condizioni che possono includere eventi di siccità o piogge molto forti.

Confrontando diversi modelli climatici, i ricercatori hanno scoperto che El Niño sembra apparire quasi sempre nell’anno in cui c’è un’eruzione vulcanica e ciò porta ad un calo significativo delle piogge nella regione monsonica globale e più forte era El Niño, più forte era la riduzione delle stesse piogge.
Parallelamente i ricercatori scoprivano che più forte era l’eruzione vulcanica di quell’anno, maggiore era la temperatura dell’oceano Pacifico occidentale e a sua volta più forte era la riduzione delle piogge.

Questo studio ha una conseguenza precisa, tra le altre cose, nel contesto della cosiddetta “geoingegneria”, come spiega lo stesso Seung-Ki Min: “Se vengono applicate tecniche di geoingegneria per imitare i vulcani e bloccare la luce solare, la siccità e la carenza di acqua possono aumentare in modo significativo nelle regioni dei monsoni, che ospitano i due terzi della popolazione mondiale”.

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