ESA pianifica missione Mars Sample Return per portare campioni marziani sulla Terra

Rappresentazione grafica di una delle fasi di una missione Mars Sample Return (credito: NASA/JPL)

Sul sito dell’Agenzia Spaziale Europea sono stati pubblicati alcuni dettagli dell’eventuale missione Mars Sample Return che prevede il ritorno sulla Terra di campioni prelevati dal suolo marziano. Attualmente solo in fase di concept, una missione del genere dovrebbe prevedere la collaborazione tra più agenzie spaziale, probabilmente l’ESA stessa e la NASA.

Secondo uno dei piani, la missione dovrebbe prevedere tre lanci dalla Terra e uno da Marte, due rover marziani e un rendez-vous autonomo nonché la presenza stabile di un’altra navicella nell’orbita di Marte. Rover e orbiter sarebbero poi controllati dalla Terra, ossia da oltre 50 milioni di chilometri di distanza.

Il punto individuato da cui prelevare il materiale marziano onde poterlo poi studiare con calma qui nei laboratori terrestri è il cratere di Jezero. Si tratta di un cratere all’interno del quale un tempo vi era un lago ed è proprio per questo che interessa tanto gli scienziati, in particolare quelli che vogliono saperne di più riguardo all’antica presenza di acqua sul pianeta rosso.
In generale, studiare campioni prelevati direttamente da Marte amplierà tantissimo la nostra conoscenza riguardo a questo pianeta, alla sua geologia e alla sua storia climatica.

Uno dei problemi principali riguarda le modalità con le quali si dovranno tenere protetti i campioni quando arriveranno sulla Terra. La probabilità, infatti, che possono essere contaminati da una qualsiasi firma chimica terrestre è molto alta.
Naturalmente appena arrivati, i campioni saranno messi in quarantena, come fu fatto per le rocce lunari prelevate dalle missioni Apollo. Verranno conservati e analizzati anche i singoli granelli che potrebbero trovarsi all’esterno delle provette utilizzate per contenere i campioni.

Anche con tutte le attenzioni possibili, in ogni caso, per alcune tipologie di analisi non si potrà poi perdere molto tempo. I gas intrappolati nei campioni potrebbero infatti facilmente iniziare a mescolarsi con l’ambiente circostante terrestre e ciò modificherebbe le firme chimiche marziane che gli scienziati stessi vogliono analizzare, come specifica Elliot Sefton-Nash, uno degli scienziati dello Science Support Office statunitense che sta studiando la fattibilità di una missione Mars Sample Return.

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