Escherichia coli svolge ruolo positivo per l’anemia

L’Escherichia coli è un batterio ben conosciuto che ha una cattiva fama: spesso provoca intossicazioni alimentari o altre tipologie di disturbi nell’ospite. In realtà questo batterio svolge anche un ruolo positivo aiutando le cellule del corpo a ricevere il ferro.
Ora un nuovo studio intende descrivere in maniera più analitica il processo con il quale l’E. coli svolgere in particolare questo compito proprio per contrastare le patologie relative alla carenza di ferro, in primis l’anemia, una condizione che colpisce più di un miliardo di persone in tutto il mondo.

Si tratta di un batterio presente in grosse quantità all’interno dell’intestino umano e che proprio per questo deve svolgere compiti anche positivi e benefici.
Per scoprire quali sono e come vengono svolti, gli scienziati hanno analizzato il batterio all’interno di un nematode.

Già si sapeva che il batterio Escherichia coli produce l’enterobactina per produrre il ferro per la propria sopravvivenza e si credeva rubasse questo ferro proprio dal suo ospite. Secondo questo nuovo studio, però, l’Enterobactina si lega anche ad una proteina denominata ATP-sintasi all’interno dei mitocondri dell’ospite, attirando ferro anche nelle cellule dell’ospite.

In sostanza, gli esseri viventi, o almeno i mammiferi e dunque anche gli esseri umani, hanno imparato a dirottare questo processo, che il batterio sostanzialmente esegue per se stesso, per il proprio beneficio.
Secondo Min Han, autore principale dello studio, “questa molecola ha un grande potenziale per affrontare i disordini da carenza di ferro, che sono così prevalenti”.

Fonti e approfondimenti



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