Esopianeta con massa di 13 volte quella di Giove individuato intorno a sistema binario

Il pianeta orbita intorno ad un sistema stellare binario composto da una nana rossa ed una nana bianca, una stella morta (credito: Leandro Almeida)

Un gruppo di ricercatori brasiliani ha scoperto, scandagliando i dati del telescopio spaziale Keplero, un nuovo esopianeta con una massa quasi 13 volte quella di Giove, il primo mai trovato che orbiti vicino ad un sistema stellare binario, distante poco più di 1490 anni luce, in cui una delle due stelle è morta.
La ricerca, pubblicata sull’Astronomical Journal, è stata guidata da Leonardo Andrade de Almeida, ricercatore dell’Università Federale di Rio Grande do Norte e primo autore dell’articolo.

Analizzando i cambiamenti nella temporalizzazione dell’eclissi, ossia il tempo impiegato da ciascuna delle stelle per eclissare l’altra, e il periodo orbitale, i ricercatori hanno dunque dimostrato l’esistenza di un esopianeta abbastanza grande che orbita intorno al sistema stellare binario KIC 10544976, costituito da una nana bianca, una stella che si può considerare morta con un’alta temperatura superficiale, e una nana rossa.

Per quest’ultima, essendo ancora una stella attiva, i ricercatori sono stati in grado, tramite i dati di Keplero, di stimare il ciclo magnetico in base alle eruzioni della radiazione elettromagnetica e alla variabilità delle regioni di temperatura superficiale.
Analizzando poi anche il periodo orbitale del sistema binario, stimato in 17 anni di durata, i ricercatori hanno compreso che la variazione di quest’ultimo non era dovuto all’attività magnetica della nana rossa ma alla presenza di un pianeta gigante in orbita, un pianeta con una massa di almeno 13 volte quella di Giove.

Quest’ultimo potrebbe essere un pianeta di prima generazione, ossia un pianeta formatosi insieme alle due stelle miliardi di anni fa, oppure un pianeta di seconda generazione, formatosi con il gas espulso durante la fase della morte della nana bianca.
Una conferma riguardo a questo ultima informazione potrebbe venire con la nuova generazione di telescopi terrestri con specchi superiore ai 20 metri di diametro, come ad esempio il Giant Magellan Telescope (GMT), che dovrebbe essere inaugurato intorno al 2024.

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