Esopianeti lontani intercettabili analizzando onde gravitazionali

Rappresentazione artistica di un sistema binario di nane bianche con un esopianeta. Per l'immagine completa clicca qui (credito: Simonluca Definis)

Un gruppo di ricercatori conferma che un nuovo metodo per individuare pianeti extrasolari tramite le onde gravitazionali potrebbe rivelarsi in effetti molto utile.
Nello specifico questo metodo si applicherebbe all’individuazione di quegli esopianeti che orbitano intorno a sistemi binari di nane bianche, sia nella via Lattea che nelle vicine Nubi di Magellano.

Il metodo si basa sulle osservazioni delle onde gravitazionali, una cosa che permetterebbe all’osservatorio LISA, unosservatorio spaziale costituito da tre satelliti la cui missione dovrebbe essere lanciata nel 2034, di rilevare pianeti fino con almeno 50 masse terrestri.
Ad oggi le tecniche più utilizzate per individuare pianeti extrasolari sono quella relativa al sistema del transito del pianeta davanti alla propria stella dal nostro punto di vista e quella che è basata sull’intercettazione dell’influenza gravitazionale che il pianeta può avere sulla propria stella.

Nel nuovo articolo, apparso su Nature Astronomy, Nicola Tamanini, ricercatore presso l’Istituto Max Planck per la Fisica Gravitazionale di Potsdam, e Camilla Danielski, ricercatrice presso la Commissione francese per le energie alternative e l’energia atomica (CEA) di Saclay, dichiarano che le limitazioni intrinseche di questi metodi possono essere superate facendo ricorso alle analisi delle onde gravitazionali.

Come spiega lo stesso Tamanini, l’osservatorio LISA misurerà, dopo il lancio della missione, le onde gravitazionali di molte migliaia di sistemi binari di nane bianche.
Tuttavia se nelle vicinanze di queste ultime orbita un pianeta abbastanza grande, le stesse onde gravitazionali appariranno diverse e questo cambiamento può essere analizzato per acquisire informazioni sul pianeta, oltre che la sua stessa presenza.

Questo nuovo metodo supera dunque quello riguardante l’influenza gravitazionale che il pianeta può avere sulla propria stella in quanto ha un vantaggio di fondo: le onde gravitazionali non sono influenzate dall’attività stellare, una cosa che può essere da ostacolo nell’analisi delle onde elettromagnetiche.

I ricercatori stanno dunque aspettando con ansia il lancio della missione LISA grazie alla quale sarà dunque possibile anche rilevare esopianeti con una massa simile a Giove intorno ai sistemi binari fatti da nane bianche in ogni zona della galassia, dunque potenzialmente anche a decine di migliaia di anni luce stanza, zone “oscure” e sostanzialmente mai coperte dalla ricerca per i pianeti extrasolari.

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