Esperimenti con batteri in “salamoia” mostrano possibilità di vita microbica su Marte

Un’interessante ricerca riguardo la resistenza alla vita dei batteri in relazione alla possibile esistenza di vita microbica su Marte è stato effettuato da un gruppo di ricercatori dell’Università Statale di Wichita, Stati Uniti.

I ricercatori, che hanno presentato il proprio studio all’incontro annuale dell’American Society for Microbiology, hanno infatti dimostrato che i batteri tolleranti al sale cresciuti in salamoia possono essere rianimati con uno speciale trattamento.
Hanno lavorato con i batteri dei generi Halomonas e Marinococcus essiccandoli sottovuoto tramite uno speciale trattamento in laboratorio.

I ricercatori si sono accorti che l’umidità permetteva al barattolo chiuso contenente i batteri di formare acqua al suo interno e di creare una salamoia liquida in cui gli stessi batteri potevano prosperare.
Si tratta della prima volta che si dimostra che esistono batteri che possono sopravvivere e crescere dopo essere stati essiccati in condizioni del genere, come riferisce Mark Schneegurt, professore di scienze biologiche ed uno degli autori dello studio.

La superficie di Marte presenta un ambiente abbastanza simile a quello creato dai ricercatori in salamoia: vanta abbondanti quantità di sali solfati di calcio, ferro e magnesio. Si tratta di agenti per eventuali “salamoie” naturali che potrebbero rappresentare veri e propri ecosistemi per microrganismi marziani.
Il tutto sta nel livello dell’umidità che sul suolo marziano può raggiungere facilmente l’80-100% di notte per poi calare quasi del tutto durante il giorno.

Quest’umidità contrasta l’aridità apparente della pianeta rosso e potrebbe permettere la crescita di microrganismi in speciali contesti come quelli dimostrati dai ricercatori.
Secondo Schneegurt, i sale superficiali marziani potrebbero attrarre un quantitativo sufficiente di acqua per formare salamoia naturali le quali potrebbero supportare la crescita microbica.

Si tratta di una scoperta che potrebbe ridefinire il concetto della cosiddetta “zona abitabile”: “salamoie” del genere potrebbero infatti trovarsi abbastanza facilmente anche sui mondi ghiacciati, dunque lontani dalla propria stella.
“L’acqua liquida su Marte è probabilmente saturata di sali. Lavoriamo ai limiti della vita per dimostrare le tolleranze microbiche agli alti sali e alle basse temperature”, riferisce il dottor Schneegurt.

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook