Esplosione del cambriano causata da tettonica delle placche secondo nuovo studio

Gondwana Era uno supercontinente esistito all'incirca tra 600 e 290 milioni di anni fa (credito: Lenny222, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Con la locuzione “esplosione del cambriano” ci si riferisce ad uno degli eventi evolutivi più importanti, in termini di biodiversificazione, avvenuti sul nostro pianeta, almeno tra quelli conosciuti.
Si tratta, sostanzialmente, di una rapida espansione della vita sulla Terra, in termini di biodiversità, avvenuta oltre 500 milioni di anni fa.

Naturalmente si sprecano le teorie riguardo alla spiegazione di questa accelerazione relativamente improvvisa e la più credibile di esse vede un altrettanto relativamente improvviso aumento di ossigeno nell’atmosfera terrestre che permise una maggiore diffusione di molti esseri viventi.
A sua volta questo aumento di ossigeno sarebbe dovuto, secondo un nuovo studio condotto da un ricercatore dell’Università di Exeter, da altrettanto straordinari cambiamenti nella tettonica del pianeta.

La spiegazione sarebbe da addebitare alla formazione del supercontinente Gondwana: durante questo processo, aumentò nettamente il vulcanismo. Lunghissime catene, che si estendevano anche per migliaia di chilometri, di vulcani si formarono grazie alle collisioni delle placche tettoniche continentali ed oceaniche.
Ciò provocò a sua volta un aumento nell’atmosfera della CO2 che riuscì a liberarsi dalle rocce sedimentarie. Questo poi portò, in una serie di eventi a catena, ad un riscaldamento del pianeta, ad un aumento degli agenti atmosferici, ad un aumento del fosforo negli oceani che agevolò la fotosintesi e, infine, ad una maggiore produzione di ossigeno.

Questa teorica catena di eventi, causata da un “insolito episodio di tettonica a placche di oltre mezzo miliardo di anni fa”, è stata l’oggetto dello studio condotto da Josh Williams che ha utilizzato un sofisticato modello biogeochimico aiutato dal professor Tim Lenton, del Global Systems Institute dell’Università di Exeter.

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