Esposizione a fumi di cottura in cucina di donne incinte può influire su iperattività del nascituro secondo studio

Anche l’esposizione ai fumi di cottura in una banale cucina può rivelarsi un pericolo per le donne incinte secondo un nuovo studio pubblicato su Indoor Air. Secondo quanto riferisce il breve comunicato stampa che lo presenta, nelle donne incinte l’esposizione ai fumi di cottura dei cibi può essere correlata ad un rischio maggiore del nascituro di poter presentare problemi di iperattività all’età di tre anni.

Lo studio ha analizzato i dati di 45.518 madri di bambini cinesi iscritti nelle scuole di Shenzhen, Cina, dal 2015 al 2017.
In particolare ad essere associato ad un rischio maggiore di comportamenti iperattivi da parte dei bambini è l’esposizione da parte della madre durante la gravidanza ai fumi di cottura eseguita con carburanti quali carbone o gas rispetto all’utilizzo dell’elettricità per cucinare.

Ad essere importante risultava anche la ventilazione del luogo di cottura: una scarsa venerazione risultava associata ad un rischio maggiore.
Inoltre, rispetto alle donne incinte che non avevano mai cucinato, le donne incinte che avevano cucinato a volte, spesso o sempre tendevano ad avere bambini con un rischio maggiore di iperattività.

Come riferisce l’abstract dello studio, l’ambiente della cucina rappresenta una delle principali fonti di inquinamento dell’aria interna in Cina e l’utilizzo di carburanti puliti nonché il miglioramento delle stesse condizioni di ventilazione dell’ambiente della cucina può ridurre la prevalenza di comportamenti iperattivi nei bambini di donne incinte.

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