Esposizione delle madri a sostanze in prodotti per igiene può causare pubertà precoce nei figli

Dell’età della pubertà sempre più precoce abbiamo già parlato e ciò riguarda soprattutto i paesi occidentali. Tra le varie teorie vi sono quelle di alcuni ricercatori che sospettano che siano alcune sostanze chimiche dannose a manipolare gli ormoni dei ragazzi anticipandone l’età della pubertà.
Si parla di sostanze che possono essere presenti anche in prodotti da bagno come saponi, shampoo, trucco ed altri prodotti da toletta. A rafforzare questa ipotesi anche uno studio apparso il 3 dicembre su Human Reproduction.

Secondo quest’ultima ricerca, le sostanze chimiche presenti in alcuni di questi prodotti per la cura dell’igiene personale abbassano sempre di più l’età puberale anche se a entrare a contatto con essi sono state le madri durante la gravidanza. Lo studio si è avvalso delle analisi di un gruppo di donne incinte e dei loro bambini, analisi durate per 13 anni circoscritte perlopiù alle urine dei partecipanti. Secondo lo studio, anche l’esposizione a queste sostanze chimiche di una donna incinta potrebbe svolgere un ruolo pesante per quanto riguarda l’inizio dell’età puberale dei figli.

Per quanto riguarda le sostanze chimiche alle quali le donne incinte sono state esposte, i ricercatori hanno analizzato i ftalati, i parabeni e i fenoli, tutte sostanze che si possono trovare, per esempio, nei profumi, nei cosmetici e nei saponi.
Secondo lo studio, le donne che avevano concentrazioni più elevate di un particolare tipo di ftalato nelle urine, avevano dato alla luce ragazze che sviluppavano peli pubici prima delle ragazze nate da donne con concentrazioni più basse della stessa sostanza chimica.

Similmente, le donne con una più alta concentrazione di fenolo nelle urine davano alle luce ragazze caratterizzate da un inizio del ciclo di mestruazioni più precoce.
Per quanto riguarda i parabeni, i ricercatori hanno scoperto che i bambini di nove anni che avevano un’altra concentrazione di questa sostanza nelle urine entravano nella fase della pubertà prima di quelli con concertazioni più basse.

In generale questa ricerca mostra dunque che maggiore è l’esposizione a queste sostanze da parte della madre durante la gravidanza, maggiore è il rischio di un inizio della pubertà più precoce. Tuttavia gli stessi ricercatori ammettono che c’è bisogno di un maggior numero di ricerche su queste specifiche sostanze per essere sicuri di un collegamento diretto tra causa ed effetto.

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