Estrarre risorse dagli asteroidi della fascia principale: si può fare usando Phobos come base

Credito: AlexAntropov86, Pixabay, ID: 6366052

L’estrazione mineraria dagli asteroidi continua a riscuotere l’attenzione da parte degli scienziati e non viene più vista come qualcosa che appartiene ai film di fantascienza. Ad attrarre non sono solo gli asteroidi che passano vicino alla Terra ma anche quelli della cintura principale, la fascia di asteroidi che si trova tra le orbite di Marte e Giove.

Asteroidi della fascia principale contengono tantissime risorse

Come spiega uno nuovo comunicato dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, gli asteroidi della fascia principale contengono almeno 10.000 volte più risorse degli asteroidi che passano vicino alla Terra. Ma come fare per avvicinarsi in maniera efficiente a questi asteroidi mantenendo i costi dei carburanti a livelli più bassi? Per rispondere a questa domanda un team di ricercatori ha pubblicato un nuovo interessante studio sulla rivista Planetary and Space Science.[1]

Costi principali per l’estrazione dagli asteroidi

Come spiega il comunicato, uno dei costi principali per l’estrazione dagli asteroidi risiede nel costo e nel peso del carburante per eseguire le varie manovre onde atterrare sugli asteroidi. Questa difficoltà si può anche misurare tramite un parametro denominato “delta-V”. Si tratta di una misura del requisito cinematico necessario per eseguire la manovra di un veicolo spaziale e viene espressa tramite chilometri al secondo. Per attraccare ad un asteroide che passa vicino alla Terra che ha un’orbita particolarmente favorevole con un veicolo spaziale è necessario un delta-V di circa quattro chilometri al secondo.

Raggiungere gli asteroidi della cintura principale

Raggiungere gli asteroidi della cintura principale, però, comporta un delta-V di circa sette chilometri al secondo. Non è una differenza minima, come spiega il comunicato: per eseguire queste manovre c’è bisogno di molto più carburante. Ne consegue che gli asteroidi della cintura principale sono molto più difficili da raggiungere dalla Terra a livello di consumo di carburante.

Si potrebbe utilizzare Phobos o una stazione spaziale con caratteristiche simili

In un nuovo studio i ricercatori Martin Elvis, Jonathan McDowell e Anthony Taylor suggeriscono che l’estrazione di risorse dagli asteroidi della cintura principale potrebbe essere più fattibile se si utilizzasse come base una stazione spaziale con un’orbita simile a quella di Phobos, una delle due piccole lune che orbitano intorno a Marte e che si trova ad una distanza media di circa 6000 km dalla superficie del pianeta. Il discorso varrebbe anche se si utilizzasse lo stesso Phobos come base. Se si utilizzasse una stazione del genere come base il delta-V risulterebbe molto più basso.

Al limite si potrebbe ipotizzare anche Marte

Un vantaggio, rispetto alla Terra, lo si potrebbe avere anche utilizzando direttamente Marte come base in quanto la sua orbita, rispetto a quella della Terra, è più circolare e ha un’inclinazione che potrebbe favorire un delta-V più basso e in generale dei rendez-vous meno esosi in termini energetici verso gli asteroidi della cintura principale.

Note e approfondimenti

  1. Phobos and Mars orbit as a base for asteroid exploration and mining – ScienceDirect (DOI: 10.1016/j.pss.2022.105450)

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