Estratto di radice di pianta cinese inverte obesità nei topi: scienziati ne imitano effetto

Credito: Andres Ayrton, Pexels, 6551063

Un team di ricercatori dell’UT Southwestern Medical Center ha analizzato gli effetti dell’estratto della radice di una pianta che fa perdere peso ai topi obesi giungendo a risultati confortanti per quanto riguarda potenziali nuove terapie per combattere l’obesità anche negli esseri umani. Come spiegato nel comunicato dell’UT Southwestern, i ricercatori hanno scoperto un metodo per imitare gli effetti di questo composto vegetale sul peso dei topi. Questo composto, infatti, produce, oltre al dimagrimento, anche effetti collaterali dannosi.[1] Lo studio è stato pubblicato su JCI Insight.[2]

Celastrolo

Il celastrolo è una sostanza ricavata dagli estratti della radice di due specie di piante da fiore, Tripterygium wilfordii che Tripterygium regelii. Si tratta di due piante usate nella medicina tradizionale cinese.[3]
Nel corso degli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato che questa sostanza può invertire l’obesità nei topi ma anche che può causare delle reazioni avverse, sempre nei topi, come letargia e ipertensione.[1]

Neuroni POMC

I ricercatori hanno svolto nuovi esperimenti sui topi scoprendo che il segnale procurato dal celastrolo funziona tramite una proteina (PERK) presente in specifici neuroni (POMC) che hanno un ruolo nel metabolismo e che sono collegati al senso di sazietà. Questi neuroni possono inviare un segnale cambiando i livelli di glucosio nel sangue: se i livelli sono più bassi c’è un maggiore consumo di energia. I ricercatori hanno scoperto che questi neuroni hanno un ruolo molto importante anche nella modalità con la quale il celastrolo procura la perdita di peso.[1]

Segnale può essere imitato eliminando proteina PERK

Il segnale può essere imitato, come descrivono i ricercatori nuovo studio, eliminando la proteina PERK da quell’area del cervello dei topi in cui esistono i neuroni POMC.
Il risultato? I topi perdevano il 7% del peso corporeo in sole due settimane nonostante continuassero ad essere sottoposti con una dieta ricca di grassi. E, cosa più importante, gli stessi topi non soffrivano dei disturbi fisici “tipici” dell’assunzione di celastrolo.[1]

Scoperta apre la strada a nuove terapie

Si tratta di una scoperta che apre la strada a nuove terapie che potrebbero migliorare il metabolismo umano senza impattare negativamente sulla salute, come spiega Kevin W. Williams UT Southwestern innodia autori dello studio: “Non abbiamo scoperto tutte le popolazioni cellulari che influenzano la perdita di peso, ma ciascuno di questi risultati ci avvicina allo sviluppo di terapie efficaci e sicure per l’obesità”.[1]

Note e approfondimenti

  1. UTSW study finds potential strategy for fighting obesity: Newsroom – UT Southwestern, Dallas, Texas (IA)
  2. JCI Insight – PERK in POMC neurons connects celastrol with metabolism (IA) (DOI: 10.1172/jci.insight.145306)
  3. Celastrol – Wikipedia in inglese (IA)
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