
Il piano per il lancio della missione Comet Interceptor è stato approvato l’8 giugno dall’agenzia spaziale europea, come riferisce un nuovo articolo di Space.com. La stessa agenzia europea collaborerà con la JAXA, l’agenzia spaziale giapponese. Si tratterà in realtà di una “triplice” missione: saranno lanciate tre sonde, una vera e propria navicella e due satelliti.
Punto L2 sarà una collocazione temporanea
La sonda Comet Interceptor andrà a posizionarsi nel punto di Lagrange due (L2), un punto gravitazionale stabile che si trova ad una distanza di 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Si tratta di un punto particolare in cui c’è una certa “sincronia” per quanto dalla forza gravitazionale impressa dalla Terra e quelle impressa dal Sole. In sostanza la sonda andrà ad orbitare intorno al Sole sincronizzandosi con l’orbita della Terra. Tuttavia il punto L2 sarà solo una collocazione temporanea per la sonda: una volta individuato il suo obiettivo, che all’inizio della missione non sarà noto e che dovrà essere rappresentato da una cometa proveniente dalla periferia del sistema solare, la sonda dovrà mettersi all'”inseguimento”.
Sonda non dovrà attendere troppo
Si prevede che la sonda non dovrà attendere troppo: attualmente il ritmo delle scoperte di nuove comete è di circa un all’anno. L’importante è farsi trovare pronti (anche perché un anno non basterebbe per costruire una sonda e lanciare una missione del genere una volta individuata la cometa). Una volta individuata la cometa, la navicella e i due satelliti si separeranno per scattare fotografie e raccogliere dati da più angolazioni. Si tratterà, dunque, di un approccio “tridimensionale”, qualcosa che raramente è stato fatto prima nello spazio per studiare un solo oggetto.
La navicella principale sarà costruita dall’ESA mentre le agenzie spaziali giapponese costudirà uno dei due satelliti.
Comete provenienti dalla periferia del sistema solare
Le comete provenienti dall’area periferica del sistema solare, come spiega Michael Küppers, uno scienziato del team di Comet Interceptor, sono infatti tra le più interessanti perché contengono il materiale più antico di tutto il nostro sistema. Studiare questi oggetti ci fa comprendere maggiormente non solo le caratteristiche delle comete ma anche quelle riguardanti la prima formazione del sistema solare e come esso si è evoluto.