Evidenze di piogge e cambiamenti stagionali scoperte su Titano

Polo nord di Titano, Area in cui è stata individuata la zona riflettente (credito: NASA/JPL/University of Arizona/University of Idaho)

Un nuovo studio sembra confermare i forti sospetti riguardo all’esistenza di vere e proprie stagioni e finanche di pioggia su Titano, la più grande luna di Saturno, oggetto di studio da oramai diversi anni per le interessanti condizioni superficiali che potrebbero forse ospitare la vita.

I sospetti c’erano ma fino ad ora non era stata avvistata alcuna nuvola, come conferma anche Rajani Dhingra, uno studente di dottorato in fisica presso l’Università dell’Idaho, autore principale di questo nuovo studio apparso su Geophysical Research Letters.

Dhingra è riuscito infatti ad identificare un elemento riflettente vicino al polo nord della luna di Saturno in un’immagine che era stata scattata a giugno del 2016 dalla sonda Cassini della NASA. Questo tratto riflettente, che aveva dimensioni comparabili a quelle dei Grandi Laghi, non appariva nelle precedenti immagini già scattate e relative a quella zona.

Il ricercatore ha assunto dunque che si trattava probabilmente di luce solare riflessa e che quello specchio era in realtà composto da una superficie bagnata. Secondo lo stesso ricercatore non può essere stata che pioggia, presumibilmente di metano, fase alla quale è susseguito un periodo di evaporazione.

“È un po’ come guardare un marciapiede bagnato dal sole”, dichiara lo stesso Dhingra. Si tratterebbe dunque di una prova di precipitazioni estive sull’emisfero settentrionale di Titano, indice a sua volta dell’esistenza di stagioni. Su Titano, però, una sola stagione dura sette anni terrestri.

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