
Anche a chilometri di distanza, i lanci dei razzi possono far vibrare le case. Lo dimostra una ricerca presentata al congresso dell’Acoustical Society of America[1], che ha studiato l’impatto acustico dei boati sonici generati dal Falcon 9 di SpaceX in California.
Boati che si sentono (e si sentono poco)
Secondo i ricercatori della Brigham Young University e della California State University di Bakersfield, le comunità nella Contea di Ventura — anche a 100 km dalla base di lancio di Vandenberg — possono percepire fino a cinque boati sonici al mese. Tuttavia, non tutti i lanci generano suoni percepibili: il rumore dipende da variabili come l’angolo di ascesa, la stagione, il meteo e persino l’orario.
Un suono sotto la soglia dell’udibile
Makayle Kellison, dottoranda alla BYU, spiega che i boati dei razzi in fase di ascesa non sono come quelli degli aerei supersonici. Le loro frequenze sono talmente basse — sotto 1 hertz — da non poter essere udite. Invece di esplodere nelle orecchie, fanno vibrare le pareti delle abitazioni, generando un effetto simile a un terremoto lieve, udibile solo per le sue conseguenze fisiche.
Misurazioni su vasta scala
Durante l’estate del 2024, i ricercatori hanno raccolto 132 rilevazioni acustiche in un’area di circa 500 km² per capire meglio come le condizioni dei singoli lanci influenzano la propagazione del suono. Questi dati possono aiutare a prevedere con più precisione dove e quando i boati si sentiranno maggiormente.
Convivenza con il rumore del futuro
Kent Gee, professore di fisica, sottolinea che una comprensione più profonda del fenomeno può supportare le basi operative e le istituzioni nel prendere decisioni più consapevoli. L’obiettivo è favorire lo sviluppo sostenibile dell’industria spaziale, riducendo al minimo l’impatto acustico sulle comunità vicine.


