Falsi ricordi, nuove tecniche possono ridurli in maniera efficace: il nuovo studio

Credito: chenspec, Pixabay, ID: 7073890

Nuove tecniche per correggere i cosiddetti “falsi ricordi” senza mettere in pericolo i ricordi autobiografici veri vengono descritti in un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Portsmouth e delle Università di Hagen e Mainz.
I ricordi, infatti, spesso possono essere ricostruiti e ciò li rende fallibili. Secondo quanto riferisce il comunicato dell’Università di Portsmouth, questo studio è il primo che mostra che i falsi ricordi di accadimenti autobiografici possono essere resi nulli tramite una tecnica fatta di interviste e spiegazioni.[1]

Cosa sono i falsi ricordi

I falsi ricordi sono, semplicemente, ricordi che il nostro cervello costruisce e che non sono relativi ad avvenimenti reali. Hartmut Blank, ricercatore del Dipartimento di Psicologia a Portsmouth, credere di ricordare che qualcosa sia accaduto quando invece non è accaduto può essere grave in alcuni casi. Uno di questi è quello relativo ai fatti di polizia o ai procedimenti legali. Un falso ricordo può portare ad una falsa confessione, quindi ad una falsa accusa e ad una falsa condanna. Secondo il ricercatore questo studio è un passo in avanti nel ridurre il rischio di falsi ricordi in questi contesti.

Nuove tecniche di intervista

Lo studio descrive nuove tecniche di intervista che permettono alle persone di poter ritrattare quelli che per loro sono dei ricordi ma che invece sono falsi ricordi. I ricercatori hanno svolto il proprio studio 52 soggetti. Con l’aiuto dei genitori dei soggetti, i ricercatori innestavano nella mente dei partecipanti dei falsi ricordi relativi all’infanzia, fatti non erano mai accaduti ma che comunque sarebbero potuti accadere (che quindi erano plausibili).
Di fianco a questi ricordi falsi venivano raccontati ai soggetti, comunque, anche due eventi realmente accaduti per un totale di quattro eventi raccontati (che, per i soggetti partecipanti, risultavano comunque tutti realmente accaduti).

Le due strategie usate dai ricercatori

Ai soggetti veniva poi chiesto di ricordare ognuno degli eventi in varie sessioni. Dopo tre sessioni di interviste, gran parte dei soggetti cominciava a credere che gli eventi falsi fossero realmente accaduti e il 40% di essi sviluppava di veri e propri falsi ricordi.

Prima strategia

I ricercatori poi usavano due strategie per annullare questi falsi ricordi: spiegavano ai soggetti che ricordi non sempre possono essere relativi all’esperienza personale ma anche ad altre fonti. Una fonte che può creare un falso ricordo, per esempio, è la narrazione effettuata da un membro della famiglia, tipicamente un genitore (ed è questa la tecnica che hanno usato ricercatori per creare i falsi ricordi di partecipanti). A volte il falso ricordo si innesta nella memoria di molte persone, a causa di caratteristiche “ingannatrici” relative ad un evento o a qualsiasi altro fatto pubblico, e si può avere il cosiddetto “effetto Mandela”, un’altra forma di confabulazione.
Quindi spingevano i partecipanti a ricordare la fonte di ognuno dei quattro eventi.

Seconda strategia

Poi, come seconda strategia, chiedevano loro di rivisitare i loro ricordi tenendo conto del fatto che chiedere di ricordare in maniera ripetuta qualcosa può indurre alla creazione di falsi ricordi. Dopo un follow-up di un anno, quindi dopo la serie di interviste iniziale, i falsi ricordi scendevano al 5% e la maggior parte dei partecipanti respingeva in maniera schiacciante gli eventi falsi.

Consapevolezza dei partecipanti

Aumentando la consapevolezza dei partecipanti relativa alla costruzione mentale di falsi ricordi, i ricercatori riuscivano a far riflettere i partecipanti in maniera critica sui loro ricordi, a renderli più fiduciosi e a ridurre in maniera significativa i falsi ricordi senza però influire sulla capacità di ricordare gli accadimenti veri.

Note e approfondimenti

  1. False Memories Can Be Reversed – Neuroscience News
  2. Rich false memories of autobiographical events can be reversed | PNAS (DOI: 10.1073/pnas.2026447118)

Articoli correlati


Tag

Condividi questo articolo

Disclaimer medico

Notizie scientifiche.it è un blog, non un sito di consigli medici. Leggi anche il nostro disclaimer medico.

Dati articolo