Famosa pietra runica in Svezia forse eretta per timore di inverno estremo

Pietra runica di Rök (credito: Bengt A. Lundberg, CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons)

La pietra runica di Rök, una delle più famose pietre runiche di origine vichinga al mondo, è stata analizzata di nuovo da un team di ricercatori che ha pubblicato i risultati sul Futhark: International Journal of Runic Studies.
Questa pietra, che si trova in una chiesa di Östergötland, in Svezia, è stata issata intorno all’800 d. C..

La tesi più diffusa è che questa pietra, che vanta un’iscrizione misteriosa, mai decifrata del tutto, sia stata eretta in onore del figlio morto di una personalità importante.
Alcuni ricercatori hanno pensato che le iscrizioni possano riferirsi agli atti eroici di Teodorico il Grande che fu sovrano degli Ostrogoti durante il VI secolo nell’area dell’odierna Italia.

Tuttavia il nuovo studio, redatto da ricercatori di tre diverse Università svedesi, lascia sospettare che le iscrizioni si riferiscano al pericolo di un imminente inverno estremo e al timore della ripetizione di una precedente crisi climatica che aveva visto un freddo estremo in Scandinavia in tempi precedenti all’erezione della pietra.
Come spiegano i ricercatori, l’iscrizione lascia intravedere un’ansia di fondo cominciata a seguito della morte di un figlio ma anche la paura di una nuova crisi climatica, cosa che queste popolazioni evidentemente conoscevano bene in quanto nell536 d. C. ve n’era stata una catastrofica.

Proprio in questo periodo, infatti, ci fu un freddo estremo causato da più eruzioni vulcaniche. Gli inverni videro temperature medie molto basse e ciò portò, conseguentemente, a raccolti più poveri e a carestie ma anche ad estinzioni di massa nel mondo animale.
Si stima che in questo periodo la popolazione residente nell’area della Scandinavia si sia ridotta del 50% e ricordi di questo evento nefasto e di questo freddo estremo sono evidentemente passati di generazione in generazione e mai dimenticati per secoli.

Inoltre quando vengono citate battaglie durate oltre 100 anni nella stessa iscrizione, secondo i ricercatori ci si riferisce non a vere proprie battaglie nel contesto di qualche guerra ma ad un concetto di battaglia diverso, una sorta di conflitto tra la luce e l’oscurità, tra il calore e il freddo e quindi tra la vita e la morte.
Evidentemente nel periodo in cui è stata eretta la pietra deve esserci stato qualche fenomeno naturale che ha colpito queste popolazioni, come ad esempio una potente tempesta solare che ha visto il cielo cambiare colore, un’eclissi solare oppure un’estate insolitamente fredda con moria dei raccolti.

Uno solo di questi eventi, come spiega Bo Graslund, professore di archeologia all’Università di Uppsala ed uno degli autori dello studio, avrebbe potuto innescare il livello di paura necessaria nei confronti di un nuovo “Fimbulwinter” ( “grande inverno” nella mitologia norrena).

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