Fanno esperimenti su topi carenti di fibre e scoprono effetti sul cervello

Credito: Sakurra, Shutterstock, 711461815

Una dieta troppo povera di fibre può essere collegata anche ad un deterioramento cognitivo e a perdite sinaptiche della microglia nell’ippocampo e ad avere un ruolo in questo collegamento sarebbe il microbioma intestinale secondo un interessante studio pubblicato sulla rivista Microbiome.[1]
Questo nuovo studio, basato su esperimenti con topi, mostra ancora una volta quanto i batteri nell’intestino siano importanti anche per il funzionamento del cervello.

Mancanza di fibre nelle diete

Secondo quanto riferiscono i ricercatori nell’abstract, oggi la mancanza di fibre nelle diete delle persone, in particolare di quelle delle nazioni più industrializzate, sta diventando un problema grave. Il collegamento tra questa mancanza nella dieta e il deterioramento cognitivo, poi, non è stato mai analizzato a dovere e in generale non è stato ancora compreso davvero.
I ricercatori riferiscono che alcune ricerche svolte nel corso degli ultimi anni hanno mostrato che c’è un calo per quanto riguarda la diversità media dei batteri del microbioma intestinale umano e ciò può essere collegato al livello di cognizione attraverso il cosiddetto “asse intestino-cervello”.[1]

Esperimento sui topi carenti di fibre

I ricercatori hanno svolto un esperimento della durata di 15 settimane su topi in cui era stata indotta la carenza di fibre alimentari in modo che si potesse simulare la condizione degli esseri umani quando assumono poche fibre nel corso della loro dieta.
I ricercatori scoprivano che i topi soffrivano di disturbi cognitivi tra cui deficit nella memoria riguardante la posizione degli oggetti, quella riguardante l’ordine temporale quella riguardante le capacità di svolgere le attività quotidiane.[1]

Gli effetti sull’ippocampo

Notavano, inoltre, un danneggiamento dell’ultrastruttura sinaptica dell’ippocampo con fessure sinaptiche più allargate e un assottigliamento delle densità postsinaptiche.
Attraverso analisi del cervello, poi, i ricercatori scoprivano un abbassamento del livello di CaMKIId e delle proteine sinaptiche associate, una neuroinfiammazione e effetti sulla microglia dell’ippocampo.[1]

Effetti sull’intestino

Tra gli altri effetti sui topi anche la disbiosi del microbiota intestinale, con una diminuzione dei Bacteroidetes e un aumento dei proteobatteri. Sette giorni prima del deterioramento cognitivo, i ricercatori già notavano un cambiamento del microbioma intestinale, altro indizio del fatto che questo stesso cambiamento può avere effetti sugli esiti cognitivi di questi animali. Infine si notava una riduzione della produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) e una compromissione della barriera intestinale.[1]

Dieta con poche fibre può alterare asse intestino-ippocampo

Secondo i ricercatori i risultati suggeriscono che una dieta troppo povera di fibre può alterare il microbioma intestinale e l’asse che lo collega l’ippocampo e quindi portare ad un deterioramento cognitivo differente da quello causato naturalmente dall’invecchiamento del cervello.[1]

Note e approfondimenti

  1. A fiber-deprived diet causes cognitive impairment and hippocampal microglia-mediated synaptic loss through the gut microbiota and metabolites | Microbiome | Full Text (IA) (DOI: 10.1186/s40168-021-01172-0)

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