Faraone Ramses non così potente secondo nuove prove

Secondo nuove prove archeologiche portate alla luce a circa 320 chilometri ad est del confine libico il faraone Ramses, spesso descritto come uno dei faraoni più potenti mai esistiti nell’antico Egitto nonché uno di quelli con la reputazione più temibile, potrebbe poi non essere stato così potente.
Gli studi, portati avanti da Nicky Nielsen, dell’Università di Manchester, pubblicati su Antiquity hanno analizzato diversi oggetti, tra cui alcuni fatti di lame di falce e ossa di mucche, che dimostrano che gli antichi egizi erano soliti raccogliere ed allevare mandrie di bovini fino ad 8 km di distanza dalla protezione del forte, situato nell’odierna Libia, nel contesto delle feroci guerre che divisero gli antichi egizi dai vicini popoli della Libia.

Secondo Nielsen, dunque, questa è una prova che le abilità militari dello stesso Ramses, nonché la sua influenza militare stessa, fossero limitate e che tutti quei monumenti che inneggiano al faraone come ad un grande guerriero non erano altro che propaganda antica.
Gli oggetti ritrovati, infatti, dimostrano che gli antichi egizi di Zawiyet Umm el-Rakham erano soliti commerciare tranquillamente con i vicini popoli libici.

“Come mai Ramses è stato ferocemente in guerra con i nomadi libici quando i suoi soldati vivevano in pace con loro nel profondo del loro territorio?”, si è chiesta la dottoressa Nielsen aggiungendo che avendo avuto 162 figli e avendo governato l’Egitto per oltre 69 anni, le possibilità che le sue azioni di propaganda avessero messo più radici rispetto a quelle di altri faraoni sono di molto maggiori.

Fonti e approfondimenti



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