Farmaci per bruciore di stomaco e gengive: la scoperta dei ricercatori

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Un interessante collegamento tra l’utilizzo di farmaci inibitori della pompa protonica (PPI), farmaci che si usano di solito per trattare sintomi come il bruciore di stomaco il refuso acido, e la salute delle gengive è stato scoperto da un team di ricercatori del Dipartimento di Parodontologia ed Endodonzia dell’Università a Buffalo.
Secondo quanto spiega il comunicato dell’università americana, nei soggetti presi in esame quelli che consumavano questo tipo di farmaco avevano più possibilità di mostrare una “profondità di sondaggio” delle gengive minore rispetto agli altri che non erano soliti usare questo tipo di farmaco.[1] Lo studio è stato pubblicato su Clinical and Experimental Dental Research.[2]

La profondità di sondaggio

La profondità di sondaggio è una caratteristica delle gengive che ne denota lo stato di salute. Come spiega il comunicato se le gengive sono sane, tendono ad adattarsi pressoché in maniera perfetta al dente. Se invece c’è un’infezione o una presenza di batteri nocivi, questo divario si acuisce e si ha un’infiammazione oltre ad altre conseguenze come la parodontite alla perdita ossea.[1]

Ulteriori studi, più approfonditi, andranno eseguiti

Lisa M. Yerke, una delle autrici dello studio, spiega che i farmaci PPI, a seguito di queste scoperte, potrebbero essere forse utilizzati, insieme ad altri trattamenti parodontali, proprio per trattare i disturbi delle gengive ma ulteriori studi, più approfonditi, andranno eseguiti per capire davvero il collegamento tra i farmaci PPI e le gengive nonché il potenziale di questi stessi farmaci nel diminuire il livello di gravità della parodontite.[1]

I dati e i risultati

I ricercatori hanno usato i dati di circa 1000 pazienti con parodontite. Alcuni di essi usavano i farmaci PPI, altri no. Tra i dati anche quelli relativi alle profondità di sondaggio.
I ricercatori notavano che tra i pazienti che utilizzavano farmaci PPI solo il 14% dei denti mostrava una profondità di sondaggio di 6 mm o più. Nei pazienti che non usavano il farmaco era invece in media il 24% dei denti a mostrare questa profondità di sondaggio.
I ricercatori inoltre scoprivano che tra coloro che usavano i farmaci PPI, il 27% dei denti mostrava una profondità di sondaggio di 5 mm o più rispetto al 40% dei denti dei soggetti che non facevano uso di questi farmaci.[1]
Secondo i ricercatori forse i farmaci PPI modificano in qualche modo il metabolismo osseo o il microbioma parodontale. In ogni caso ulteriori studi più approfonditi saranno sicuramente eseguiti per sondare capire meglio questo interessante collegamento.[1]

Note e approfondimenti

  1. Heartburn drugs may have unexpected benefits on gum disease – University at Buffalo (IA)
  2. Association between proton pump inhibitors and periodontal disease severity – Chawla – – Clinical and Experimental Dental Research – Wiley Online Library (IA) (DOI: 10.1002/cre2.495)

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