Feci di suini nelle acque dopo inondazioni causate da uragani

A seguito delle inondazioni causate dagli uragani le acque, anche quelle poi giungono nelle nostre case, possono pesantemente contaminarsi con batteri fecali di suini. È questa la sconcertante conclusione a cui è arrivato uno studio condotto da ricercatori dell’Università Statale della Carolina del Nord. I ricercatori hanno analizzato campioni prelevati dalle acque superficiali in diversi siti della Carolina del Nord. I campioni sono stati raccolti da 40 siti una settimana dopo l’avvento dell’uragano Florence nel 2018 e poi di nuovo un mese dopo.

Contaminate non solo da feci umane ma anche da quelle di suini

I ricercatori scoprivano che queste acque risultavano contaminate non solo da feci umane ma anche da quelle di suini. Questo significa che, in termini di contaminazione fecale delle acque, non deve essere affrontato solo il problema dei microrganismi pericolosi presenti nelle feci umane ma anche quello dei microrganismi delle feci di suini e, probabilmente, di quelle degli animali da allevamento.
Gli stessi risultati, inoltre, suggeriscono che il comparto dell’industria dei suini, almeno quella della Carolina del Nord, potrebbe avere qualche problema per quanto riguarda il trattamento delle acque reflue o dei sistemi settici.

Trovati Escherichia coli e Arcobacter

Come spiega Angela Harris, autrice corrispondente dello studio, il 30% dei siti da cui erano stati prelevati i campioni presentava dei livelli di batteri pericolosi, in primis l’Escherichia coli, che rendevano quelle stesse acque non sicure anche per il solo nuoto.
Infine i ricercatori sono incorsi in un enigma: nelle acque hanno trovato anche batteri Arcobacter (in particolare la specie Arcobacter butzleri) non associati a marcatori fecali umani o suini. In sostanza i ricercatori non hanno capito da dove potesse prevenire questo batterio.

Campioni raccolti un mese dopo con più Escherichia coli

Inoltre sono incorsi in un dato preoccupante: i campioni raccolti un mese dopo l’avvento dell’uragano presentavano quantità di Escherichia coli maggiori rispetto ai campioni raccolti sette giorni dopo.
I ricercatori non sono sicuri del motivo di questa discrepanza. Forse ci sono stati dei cambiamenti temporanei nei requisiti normativi delle aree della Carolina del Nord colpite dall’uragano e ciò ha prodotto un maggior inquinamento temporaneo delle acque.
Lo studio è stato pubblicato su ACS ES&T Water.[1]

Note e approfondimenti

  1. Microbial Contamination in Environmental Waters of Rural and Agriculturally-Dominated Landscapes Following Hurricane Florence | ACS ES&T Water (IA) (DOI: 10.1021/acsestwater.1c00103)

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