Fenicotteri rosa più aggressivi ed efficienti secondo studio

Stili di approvvigionamento alimentare e alimentazione di fenicotteri minori presso il WWT Slimbridge Wetland Centre (credito: Doi: /10.1111/eth.13067 - Etology - Wiley Online Library)

Il colore del piumaggio giocherebbe un ruolo importante, anche in termini di socialità, tra i fenicotteri secondo uno nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università di Exeter e del WWT Slimbridge Wetland Centre.
I fenicotteri vivono in strutture sociali molto complesse, come spiega il ricercatore Paul Rose, e in queste strutture il colore gioca un ruolo molto importante.

Il colore delle piume dei fenicotteri, così come in altri uccelli, proviene dai carotenoidi che assumono tramite loro alimenti. Secondo quanto hanno scoperto i ricercatori, piume più colorate stanno rappresentare un fenicottero più sano. E un fenicottero più sano è anche uno più efficiente ed uno che avrà più tempo ed energia per essere dominante, per essere più aggressivo e per essere più efficiente anche nell’alimentazione rispetto agli altri. Un esempio è rappresentato dai fenicotteri rosa che risultavano più aggressivi di rivali che avevano invece un colorito delle piume più pallido.

Il ricercatore ha analizzato il comportamento di popolazioni di fenicotteri minori di Slimbridge. Hanno notato che quando gli esemplari devono ammassarsi per procurarsi il cibo, tendono a litigare e quindi passano meno tempo a nutrirsi.

“Non è sempre possibile dare da mangiare a questi uccelli all’aperto, poiché i fenicotteri minori pesano solo circa 2 kg e sono nativi dell’Africa, quindi gli uccelli in cattività in luoghi come il Regno Unito farebbero troppo freddo se uscissero in inverno. Tuttavia, questo studio mostra che dovrebbero essere nutriti con un’area quanto più ampia possibile”, spiega la ricercatrice dell’Università di Exeter. “Laddove possibile, la creazione di ampie aree di alimentazione all’aperto può incoraggiare modelli di foraggiamento naturale e ridurre l’eccessiva aggressività. Questa ricerca mostra che gli zoo non devono apportare enormi cambiamenti al modo in cui mantengono i loro animali per fare una grande differenza benefica per il comportamento degli animali”.

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