Fibromialgia non ha origine nel cervello ma è causata da anticorpi secondo nuovo studio

Abstract grafico (credito: JCI - DOI: 10.1172/JCI144201)

La fibromialgia è una patologia del sistema immunitario e non ha origine nel cervello secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation[1] di cui si parla in un comunicato a sua volta pubblicato sul sito del King’s College di Londra.[2]
Secondo i ricercatori dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze (IoPPN) del suddetto istituto londinese, che hanno collaborato con colleghi dell’Università di Liverpool e dell’istituto Karolinska, molti sintomi della sindrome fibromialgica vedono la loro causa nell’azione di alcuni anticorpi i quali favoriscono l’attività di quei nervi sensibili al dolore e ciò avviene praticamente tutto il corpo.[1]

In particolare i ricercatori mostrano, nello studio, che l’aumento del dolore nonché altri sintomi tipici di questa sindrome come la debolezza muscolare, movimenti ridotti e un numero più basso di piccole fibre nervose nella pelle, sono da ricercare proprio nell’azione degli anticorpi.
I ricercatori si sono convinti di ciò a seguito di alcuni esperimenti effettuati sui topi. Hanno iniettato nei roditori alcuni anticorpi prelevati da persone con sindrome fibromialgica. I ricercatori osservavano che i topi risultavano più sensibili alla pressione e al freddo e mostravano una forza di presa più bassa. I topi del gruppo di controllo, invece, a cui erano stati iniettati anticorpi prelevati da persone sane, non mostravano questi sintomi. Si tratta di una prova, secondo i ricercatori, del fatto che sono gli anticorpi negli esseri umani a causare o comunque a contribuire all’azione di questa sindrome.

A riprova di ciò c’era anche il fatto che, una volta eliminati gli anticorpi prelevati da persone con sindrome fibromialgica dai topi del primo gruppo, questi ultimi si riprendevano in poche settimane. Anzi, quest’ultimo particolare suggerisce, secondo i ricercatori, che quelle terapie che si basano sulla riduzione dei livelli di anticorpi sono efficaci.
Secondo David Andersson, uno dei ricercatori principali che hanno realizzato lo studio, si tratta di implicazioni profonde: una volta che si stabilisce che la fibromialgia è una patologia autoimmune, si apre una nuova strada in termini di nuovi trattamenti per milioni di persone: “Il nostro lavoro ha scoperto un’area completamente nuova di opzioni terapeutiche e dovrebbe dare una vera speranza ai pazienti con fibromialgia”.[1]

Attualmente, come spiega lo stesso ricercatore, i trattamenti per la fibromialgia si basano soprattutto su esercizi aerobici e su terapie farmacologiche e psicologiche, trattamenti che si mettono in atto soprattutto per gestire e contrastare il dolore. Molto spesso questi trattamenti si rivelano inefficaci, come spiega il ricercatore.
Secondo Andreas Goebel, ricercatore a Liverpool ed altro autore dello studio, si tratta di risultati che “offrono un’incredibile speranza che i sintomi invisibili e devastanti della fibromialgia diventino curabili”.[1]

Note e approfondimenti

  1. New study shows Fibromyalgia likely the result of autoimmune problems (IA)
  2. JCI – Passive transfer of fibromyalgia symptoms from patients to mice (IA) (DOI: 10.1172/JCI144201)

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