
Un articolo pubblicato su The Conversation[1] e firmato da Cher McGillivray affronta il tema dei bambini delle scuole primarie che parlano di fidanzatini e relazioni sentimentali. L’autrice spiega perché questo comportamento è del tutto normale e cosa dovrebbero sapere i genitori per affrontarlo senza allarmismi.
Un gioco per esplorare il mondo
Molti bambini delle elementari dicono di avere un “fidanzato” o una “fidanzata”. Non si tratta di vere relazioni romantiche, ma di un modo per esplorare ruoli sociali e dinamiche relazionali. Proprio come giocano a fare i genitori o i fratelli, possono mettere in scena relazioni immaginarie per capire meglio il mondo che li circonda. Questi comportamenti aiutano a sviluppare le competenze sociali e affettive in modo giocoso e sicuro.
L’influenza dei media e dei pari
Film, cartoni animati e fiabe giocano un ruolo importante: le storie d’amore di Ariel e Prince Eric o le serie animate come Ninjago offrono modelli che i bambini tendono a imitare. Anche i compagni di scuola o fratelli maggiori contribuiscono. Come spiega McGillivray, spesso i bambini cercano approvazione sociale e vogliono sentirsi parte del gruppo. A volte è semplice pressione tra pari.
Stabilire confini sani
Sebbene questi comportamenti siano normali, è essenziale parlare con i bambini di limiti appropriati. Se mostrano affetto fisico come tenersi per mano o abbracciarsi, devono sapere che serve il consenso di entrambi. Giochi come “acchiappa e bacia” non sono più accettabili, perché ignorano il diritto all’autodeterminazione. È importante adattare le conversazioni sull’affetto e il consenso all’età del bambino, ma iniziare sin da piccoli li aiuta a costruire relazioni sane.
Parlare senza giudicare
La reazione dei genitori è fondamentale. McGillivray suggerisce di non deridere o punire i sentimenti dei bambini. Al contrario, bisogna ascoltarli, incoraggiare la loro curiosità e offrire spiegazioni serene. Chiedere cosa apprezzano di un amico o condividere le proprie esperienze d’infanzia può aiutare a ridimensionare la situazione. Se emergono comportamenti inappropriati, è giusto coinvolgere altri adulti come genitori o insegnanti per trovare insieme soluzioni rispettose e inclusive.


