Filmata l’incredibile modalità di accoppiamento dei pesci lofiformi, perennemente avvinghiati

Due esemplari di Caulophryne jordani che si accoppiano: nella parte inferiore del corpo della femmina si può notare il maschio che passa il resto della sua vita accoppiandosi con essa.

L’incredibile atto di accoppiamento di un esemplare di pesce dell’ordine dei lofiformi (in inglese: anglerfish) è stato filmato da due esploratori sottomarini, Kirsten e Joachim Jakobsen, marito e moglie. Il video è stato girato nelle acque al largo dell’isola di São Jorge, arcipelago delle Azzorre.

La realizzazione del filmato

I due, dopo un’estenuante sessione di cinque ore nell’acqua, si sono accorti della presenza di un pesce dalla strana forma che non avevano mai visto prima e che aveva un aspetto “divertente” a causa di diversi filamenti che spuntavano dal corpo stesso dell’animale che, tra l’altro, sembrano anche emettere luce dalle punte (i biologi che hanno esaminato il video non sono però stati in grado di affermare se si trattava di un effetto ottico oppure di vera luce bioluminescente prodotta dal corpo dell’animale).

Hanno quindi deciso di seguire questo strano animale filmandolo per diversi minuti attraverso la finestrella del loro piccolo sottomarino per le osservazioni.
Una volta che esperti biologi della fauna dei fondali marini hanno analizzato il video, ci si è accorti che in realtà si trattava di due esemplari di Caulophryne jordani che si stavano accoppiando. L’esemplare più grosso, praticamente solo quello visibile di primo acchito, era la femmina mentre l’esemplare più piccolo, attaccato nella parte inferiore del corpo della femmina e a tratti neanche visibile, era il maschio.

L’incredibile modalità di accoppiamento

Ad una profondità di 800 metri, i due animali si stavano dunque accoppiando ma ancor più interessante è la modalità stessa dell’atto: secondo i biologi, infatti, il maschio, una volta trovata la compagna, la morde e si attacca a lei quasi fondendosi con il suo tessuto e sopravvivendo attraverso il flusso sanguigno della femmina.
Questo perché i maschi di questa specie sono così rari che quando le femmine li incontrano praticamente li “assimilano” come se fossero parassiti, per non lasciarli più andare, grazie anche alle dimensioni molto ridotte dei maschi rispetto alle femmine.

I maschi, una volta nati, non si sviluppano mai veramente del tutto e vivono solamente per trovare una femmina e accoppiarsi con essa. E devono farlo presto per non morire in quanto non sono nemmeno in grado di nutrirsi da soli.
Una volta trovata la femmina grazie ai propri organi olfattivi, molto sensibile, il maschio morde la pelle della parte inferiore del corpo della femmina rilasciando un enzima grazie al quale è capace di fondersi fino al livello dei vasi sanguigni.

Il maschio, in questo modo, diventa una fonte di spermatozoi permanente per la femmina e sopravvive attaccata ad essa per il resto della sua vita.
Questa cosa era già conosciuta in quanto erano stati catturati, in precedenza, diversi esemplari di pesci lofiformi, che contano più di 160 specie, nelle reti dei pescatori, ma si trattava sempre di esemplari morti e quindi analizzabili fino a un certo punto.

Fonti e approfondimenti



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