Filtro per l’aria a base di grafene cattura e uccide batteri, funghi e tossine col calore

L'abstract grafico che accompagna lo studio (credito: ACS Nano, DOI: 10.1021/acsnano.9b05983)

I batteri patogeni presenti nell’area intrappolati nelle maglie di grafene: è questa l’idea è arrivata ad un gruppo di scienziati della Rice University che hanno utilizzato lastre di grafene indotto da laser (LIG) per realizzare filtri auto stabilizzanti che catturano e uccidono detti batteri. Lo fanno tramite piccoli e lievi impulsi di elettricità che riscaldano la superficie abbastanza da uccidere i patogeni.

Secondo lo stesso creatore del filtro, il ricercatore James Tour, esso potrebbe essere particolarmente utile negli ospedali dato che in questi luoghi pubblici non è rarissimo contrarre un’infezione, anche da batteri resistenti agli antibiotici, nel corso di un ricovero.
Tra l’altro questo dispositivo a filtro può catturare non solo batteri ma anche funghi, spore e endotossine varie nonché altri contaminanti biologici che possono “galleggiare” nell’aria.

Lo stesso filtro, secondo i ricercatori che l’hanno creato, non richiede molto energia per funzionare e può riscaldarsi e ritornare alla temperatura normale in pochi secondi.
Si basa su una schiuma conduttiva fatta di fogli di carbonio puri, sottili quanto un atomo, a loro volta realizzati con comuni fogli di poliimmide trattati con un laser industriale.

Lo stesso metodo che ha portato alla realizzazione di questo filtro per l’aria può essere utilizzato per realizzare filtri anche per l’acqua nonché per realizzare componenti per vari settori, in primis l’elettronica e quello dei nano generatori triboelettrici.
Il filtro può raggiungere una temperatura di 300 °C, ritenuto un limite sufficiente per catturare, per esempio, alcune endotossine, come specifica lo stesso Tour.

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