Fisici scoprono nuovo fenomeno elettronico in materiali 2D impilati

Si parla di “nuovo stato della materia” in relazione alla scoperta effettuata da un gruppo di fisici della Northeastern University. Questi ultimi hanno scoperto un nuovo modo di manipolare la carica elettrica, una scoperta che potrebbe portare a cambiamenti nella tecnologia futura “monumentali” .

Ne parla, nel comunicato stampa che presenta lo studio, Swastik Kar, professore di fisica che ha contribuito alla scoperta secondo il quale solo l’immaginazione potrebbe rappresentare un limite in merito al possibile sfruttamento di fenomeni del genere: “Potrebbe cambiare il modo in cui siamo in grado di rilevare e comunicare segnali. Potrebbe cambiare il modo in cui possiamo percepire le cose e la memorizzazione delle informazioni, e altre possibilità che potremmo non aver ancora pensato.”

Nello studio, pubblicato su Nanoscale , i ricercatori descrivono nuove modalità per distribuire in maniera uniforme, in un modello cristallino e stazionario, gli elettroni. Si tratta di un fenomeno elettronico completamente nuovo, “una nuova fase della materia”, come la chiama lo stesso Kar.
I ricercatori hanno effettuato la scoperta lavorando su materiali cristallini di pochissimi atomi di spessore, materiali che di solito vengono denominati “2D” (anche se, naturalmente, anche loro hanno tre dimensioni).
In materiali del genere gli elettroni possono muoversi solo in due dimensioni perché letteralmente intrappolati in uno schema a scacchiera senza fine.

Analizzando due di questi materiali l’uno sovrapposto all’altro, il selenide di bismuto e un dichalcogenide di metallo in transizione, i ricercatori hanno scoperto che gli elettroni, invece di allontanarsi da altre cose caricate negativamente, formavano un modello stazionario, “una gamma perfettamente ripetibile di pozzanghere elettroniche pure che risiede tra i due strati”, come la descrive Kar.
Si tratta di fenomeni che erano già stati osservati prima ma solo a temperature estremamente basse, differentemente dall’esperimento effettuato da Kar durante il quale il fenomeno è avvenuto a temperatura ambiente.

La comprensione stessa del fenomeno ancora agli inizi ma i ricercatori credono che possono essere sfruttato nell’elettronica, nei sistemi di rilevamento e nel settore dell’elaborazione delle informazioni.

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