Flavonoide contenuto in arance e mandarini inverte obesità ma nessuno sa perché

Un nuovo studio conferma quello che per certi versi rimane ancora un mistero, ossia gli effetti positivi legati ad una speciale molecola che si trova nelle arance e nei mandarini.
Denominata nobiletina, questo flavonoide ha mostrato di poter ridurre, in maniera anche abbastanza drastica, l’obesità nei topi e addirittura di invertire gli effetti collaterali della stessa obesità.

Nobiletina inverte sintomi dell’obesità

Il nuovo studio, pubblicato sul Journal of Lipid Research, segue a vari esperimenti condotti da Murray Huff, un ricercatore della Schulich School of Medicine & Dentistry della Western University che da almeno 10 anni sta studiando questa molecola.
Nel suo ultimo studio il ricercatore dimostra che la nobelitina può addirittura invertire i sintomi negativi dell’obesità nei topi e può iniziare finanche a far regredire l’accumulo della placca nelle arterie, una condizione nota come aterosclerosi.

I topi dell’esperimento erano stati nutriti con una dieta ricca di grassi e di colesterolo. Quei roditori ai quali era stata poi somministrata la nobiletina si mostravano molto più magri e mostravano livelli più bassi di insulino-resistenza e di grassi nel sangue rispetto ai topi del gruppo di controllo, costituito da topi che avevano seguito la stessa dieta grassa ma senza assunzione di nobiletina.

Come funziona la nobiletina?

Come funziona questa molecola? I ricercatori ammettono di non avere ancora la risposta. Hanno sospettato una sua influenza su un particolare percorso che regola le modalità con le quali il corpo gestisce il grasso. Questo percorso, denominato chinasi AMP (o proteina chinasi attivata da AMP, AMPK), innesca le modalità del corpo che gli permettono di bruciare grassi onde creare energia o anche solo per bloccare la produzione di altri grassi.

Il mistero resta

Tuttavia eseguendo esperimenti sui topi geneticamente modificati senza chinasi AMP, i risultati sembravano gli stessi, dunque il mistero rimane.
Ora si spera di poter condurre esperimenti appropriati sugli esseri umani per capire se la nobiletina produce gli stessi effetti metabolici positivi anche su di loro.

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