Flavonoli, scienziati creano nuovo metodo per misurarne livelli di assunzione

Come misurare i livelli di assunzione di flavonoli, un’importante composto polifenolico? In risposta a questa domanda è stato pubblicato un nuovo studio su Nature Scientific Reports, condotto da ricercatori dell’Università di Reading e dell’Università della California a Davis che descrive un nuovo metodo per effettuare questa misura attraverso quelli che, nel comunicato stampa che presenta lo stesso studio, vengono definiti come i primi biomarcatori per l’assunzione di flavonoli e procianidine.

È importante, infatti, misurare in maniera oggettiva e precisa l’assunzione di specifici nutrienti che, come dimostrano sempre di più recenti studi, rivestono un’importanza sempre più fondamentale per il nostro corpo.
Tra questi nutrienti ci sono anche i flavonoli e le procianidine, composti benefici presenti in vari alimenti che però non sono facilmente misurabili in termini di mera assunzione.

Ciò è un problema, come spiega Gunter Kuhnle, uno dei ricercatori impegnati nello studio: “Se non possiamo misurare oggettivamente ciò che le persone mangiano, non possiamo dare raccomandazioni basate sull’evidenza. Ora sappiamo che i precedenti approcci per misurare l’assunzione di flavonoli nella dieta non sono semplicemente preciso. Questa nuova metodologia ha il potenziale per migliorare lo studio di come la dieta influisce sulla salute umana fornendo ai ricercatori un metodo accurato per valutare l’assunzione di bioattivi e creare una strada per standard di epidemiologia nutrizionale più solidi”.

Nello specifico i ricercatori hanno scoperto come misurare il livello di epicatechina, uno dei monomeri del flavonolo, una scoperta che faciliterà le indagini sull’esistenza dei vari collegamenti tra l’assunzione del flavonolo stesso e i rischi di malattie.

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