Florida vuole sostituire le classiche palme, ecco perché

Credito: Michelle_Raponi, Pixabay, 891749

I vertici istituzionali della Florida stanno mettendo in atto programmi, che stanno riguardando anche zone popolari come West Palm Beach a Miami Beach, per sostituire le classiche palme, considerabili come le piante tradizionali, un vero e proprio simbolo, della Florida, con alberi più adatti a sopportare e a gestire le condizioni molto mutevoli causate dai cambiamenti climatici in corso. Si sta pensando di sostituire le palme con alberi quali lecci, cedri e pini, tra gli altri.

Palme non sequestrano molto carbonio

Il fatto è, come spiega un articolo della CNN, che le palme non sono capaci di sequestrare un quantitativo di carbonio dall’aria paragonabile a quello sequestrato da alberi più classici. Per questo non sono utilissime per contrastare il riscaldamento globale in corso. A ciò si aggiunge anche il fatto che le palme non sono capaci di fornire una zona d’ombra paragonabile a quella della maggior parte degli altri alberi e ciò non produce un certo livello di rinfrescamento delle strade e dei marciapiedi e non contrasta il cosiddetto “effetto isola di calore” che ormai contraddistinguere gran parte delle città e delle metropoli del mondo, in particolare quelle più vicine ai tropici.

Piantare alberi

Piantare alberi, infatti, è uno dei metodi che gli scienziati consigliano per contenere e catturare il carbonio atmosferico in modo da abbassare i livelli di anidride carbonica nell’aria che, secondo diversi studi, risultano ad oggi tra i più alti considerando le ultime centinaia di migliaia di anni. Non produrre più carbonio nell’aria oramai non basta più: si devono trovare dei metodi anche per rimuoverlo, almeno in alcuni contesti importanti come quelli abitativi delle metropoli.

Ci vogliono molti più alberi

Un albero normale può arrivare, in media, a sequestrare più di una tonnellata di carbonio dall’aria nel corso della sua esistenza; un veicolo medio come un’automobile può arrivare a produrre, in media, 4,6 tonnellate metriche di CO2 ogni anno. È dunque palese il fatto che ci sia bisogno di un numero di alberi molto più alto per contrastare davvero questi effetti negativi.

Palme dovrebbero essere non più del 25% degli alberi in Florida

Avere un numero di palme così alto come quello presente in diverse città della Florida di certo non aiuta in tal senso. Secondo uno dei piani istituzionali che riguardano la zona di Miami Beach (piano Rising Above), le palme dovrebbero arrivare a rappresentare non più del 25% di tutti gli alberi presenti nell’area.

Alberi a chioma grande più resistenti a fenomeni atmosferici

Come spiega alla CNN Penni Redford, Resilience and Climate Change Manager di West Palm Beach, un programma che attualmente sta distribuendo più di 1000 alberi da piantare sia alle imprese che ai residenti, alberi come il leccio del sud (Quercus virginiana), così come altri alberi a chioma grande, possono inoltre essere molto più resistenti a fenomeni quali uragani inondazioni nonché alla nebbia salina, tutti i fenomeni che riguardano diverse aree della Florida e che si stanno intensificando sempre di più.

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