Formiche preferiscono urina anche all’acqua e zucchero, ecco perché

Formiche che preferiscono l’urina, sia di animali che di esseri umani, anche all’acqua zuccherata. È questa la scoperta che ha fatto la ricercatrice dell’Università dell’Australia Meridionale Sophie Petit. Tutto è partito quando tre anni fa stava in campeggio sull’isola dei canguri, al largo dell’Australia meridionale.

La ricercatrice notò che numerose formiche si erano raggruppate in uno specifico punto dove un paio d’ore prima lei aveva urinato e la stessa cosa si era poi ripetuta per giorni.
Dopo tre anni di ricerche, ora la stessa Petit può confermare che queste formiche del genere Camponotus letteralmente bramano l’urina delle persone, dei canguri e degli altri animali probabilmente perché vivono in un ambiente scarso di acqua e scarso di nutrienti.

Con le approfondite analisi che ha condotto nel corso degli ultimi tre anni, la ricercatrice ha infatti appreso che queste formiche bramano soprattutto l’urea, un particolare composto che contiene azoto e che si trova nelle urine.
Durante alcuni degli esperimenti che la ricercatrice ha effettuato ha preparato diverse soluzioni, contenenti varie percentuali di urea dell’urina umana e di canguro e altre che erano fatte solo di acqua zuccherata.

Dopo aver versato queste soluzioni in vari punti su un terreno sabbioso durante le ore notturne, la ricercatrice ha poi atteso l’arrivo delle formiche della specie Camponotus terebrans, Una formica che vive nella sabbia nei deserti dell’Australia meridionale.
La ricercatrice, insieme ai colleghi, si accorgeva che più grande era la concentrazione di urea in queste soluzioni, più formiche si addensavano, preferendo la stessa urea all’acqua e zucchero, notoriamente una soluzione a cui le formiche non possono resistere.

E dopo che l’urina si asciugava, le stesse formiche continuavano a setacciare le macchie per settimane scavando anche dei tunnel nella sabbia a ricerca di eventuali residui, probabilmente di azoto, un composto contenuto nella stessa urea.
Un comportamento che la dice lunga sul bisogno asfissiante di nutrienti essenziali, come l’azoto, di cui questi insetti hanno bisogno e che possono letteralmente scarseggiare in determinati ambienti.

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