Forse esistono pericolosi buchi neri “nudi” che vagano per l’universo: possono essere scoperti?

C’è una tipologia di buco nero, fin ora solo teorizzata, denominata “singolarità nuda”. Si tratta di buchi neri del tutto privi di quello frontiera che chiamiamo “orizzonte degli eventi”. Quest’ultimo non è altro che una sorta di confine superato il quale niente può più tornare indietro, neanche la luce, ed è proprio per questo che i buchi neri sono neri. Questi buchi neri senza orizzonte degli eventi, o singolarità nude, potrebbero un giorno essere individuati in qualche modo?

Singolarità nude: buchi neri più pericolosi di quelli classici

La matematica basata sulla relatività generale suggerisce che possono esistere buchi neri del genere dove la singolarità centrale esiste senza un confine intorno che possa fare da “orizzonte”. Si tratterebbe, come spiega Live Science, di un buco nero molto più pericoloso di uno classico non solo perché gli effetti gravitazionali che potrebbe imporre sulla materia circostante resterebbero comunque gli stessi ma anche perché non ci sarebbe intorno ad esso un confine di “sicurezza” che possa racchiudere quello che, ad oggi, è considerato come un luogo di fisica estrema e perlopiù sconosciuta.
Se per un buco nero “classico”, di quelli che non hanno materia intorno che formano dischi di accrescimento, è già molto difficile l’individuazione proprio perché non emana alcuna luce, per una singolarità nuda la stessa individuazione potrebbe essere addirittura impossibile. C’è chi dice, invece, che l’individuazione di una singolarità nuda, rispetto all’individuazione di un classico buco nero, potrebbe essere addirittura più facile perché la singolarità centrale sarebbe visibile, spogliata dell’orizzonte degli eventi. Il fatto è che non sappiamo neanche cosa sia una “singolarità”.

Singolarità nude molto rare, forse non esistono neanche

Su una cosa gli astronomi sembrano essere sicuri: le singolarità nude non sono comuni, anzi qualcuno ritiene che la natura non permette loro di esistere tanto sono bizzarri.
C’è una teoria riguardo alla loro formazione che vede buchi neri che ruotano abbastanza velocemente, così velocemente da formare un secondo orizzonte degli eventi annidato all’interno del primo. Ci sono formule matematiche che descrivono che, se questo buco nero gira abbastanza velocemente, i due orizzonte degli eventi possono cancellarsi a vicenda e ciò porterebbe ad una singolarità nuda.

Forse un modo per individuare una singolarità nuda esiste

Ma come individuare una singolarità nuda qualora esistesse veramente? Secondo un ricercatore, Shokoufe Faraji, che ha pubblicato il proprio studio su arXiv, un modo potrebbe esistere.
Se la singolarità nuda fosse circondata da un anello di materiale, cosa che sembra non rara per un buco nero, tale materiale risulterebbe incredibilmente luminoso, tanto da formare una sorta di disco che emanerebbe un quantitativo di luce sufficiente per individuare l’esistenza dell’oggetto “invisibile” all’interno. È proprio così che, peraltro, conosciamo i classici buchi neri, individuando ciò che ruotano vorticosamente intorno a loro.

Dischi di accrescimento delle singolarità nude diversi da quelli dei buchi neri

Tale disco di accrescimento non risulterebbe però completamente separato dalla singolarità nuda. Si verrebbe a creare una particolare distorsione, secondo il ricercatore, che arriverebbe ad influire sull’ambiente gravitazionale intorno all’oggetto e ciò altererebbe il percorso del materiale del disco intorno alla singolarità nuda in un modo che ne permetterebbe l’intercettazione.
Inoltre, sempre secondo il ricercatore, il disco di accrescimento che ruoterebbe intorno ad una singolarità nuda potrebbe essere molto più luminoso di quello che ruota di solito intorno ad un buco nero.

Strumenti odierni non abbastanza sensibili

Anche se telescopi e gli strumenti attuali non sono abbastanza sensibili da evidenziare le differenze tra il disco di accrescimento intorno ad una singolarità nuda e quello intorno ad un buco nero, forse i telescopi gli strumenti futuri potrebbero permettere questa individuazione. Individuare una singolarità nuda ci farebbe fare un passo avanti enorme nei tentativi di rispondere a quella che resta, ad oggi, una delle domande più misteriose ed irrisolte dell’universo: cosa c’è al centro di un buco nero?

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