Forze di marea su lune di Giove e Saturno possono favorire chimica della vita?

Secondo i ricercatori le forze di taglio a compressione provocate dall'attrazione di marea, ad esempio quella su alcune lune di Giove o Saturno, può arrivare a formare una sorta di "reattore naturale" per favorire le reazioni chimiche che possono originare la vita (credito: Veronica Chen/LLNL)

La forza di marea gravitazionale, un effetto dell’attrazione gravitazionale che si può notare soprattutto nei corpi più grandi, ad esempio su alcune delle lune dei pianeti più grandi del sistema solare, come quelle di Giove e Saturno, può favorire una particolare relazione di condensazione delle molecole che, secondo i ricercatori, può aprire la strada alla formazione della vita.
Queste forze di marea lavorerebbero tramite la compressione spingendo gli aminoacidi semplici alla polimerizzazione e alla formazione di composti più grandi complessi.
È l’interessante conclusione a cui è giunto un team di ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) che hanno pubblicato i propri risultati su Chemical Science.

Lo studio prende in considerazione la cosiddetta meccanochimica, ovvero la chimica guidata meccanicamente, un campo relativamente nuovo della scienza che prevede, tra l’altro, che le forze naturali di compressione possano accelerare le trasformazioni fisiche e chimiche producendo perlopiù materiali solidi, come spiega Brad Steele, l’autore principale dello studio. Tuttavia si tratta di un campo di ancora nuovo e poco si conosce questi processi.

I ricercatori si sono concentrati soprattutto sulla glicina, un amminoacido che di solito forma proteine semplici. Tramite modellazioni al computer, basate comunque esperimenti in laboratorio, hanno realizzato delle simulazioni di chimica computazionale della meccanochimica giungendo ad un interessante risultato: quando si arriva ad un certo livello di pressione, tutte le simulazioni finivano per vedere la formazione di grandi molecole polimeriche e tra queste c’era anche la glicilglicina, il polipeptide più semplice.

Hanno comunque trovato anche altre molecole complesse e un livello di chimica “sorprendentemente complessa”, come la definisce Will Kuo, scienziato dell’LLNL e autore dello studio. Così complessa che gli scienziati hanno pensato che può essere forse coinvolta anche nell’origine della vita.
Tuttavia queste condizioni, quelle di taglio a compressione, non si verificano solo sulle lune di Giove e Saturno ma possono accadere in diverse situazioni, anche sulla Terra, ad esempio in caso di detonazioni, forti urti o casi di materiali sottoposti a sollecitazioni o pressioni molto forti. È così che è nata la vita sulla Terra?

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