Fossile di scheletro di squalo vissuto 360 milioni di anni fa trovato in Marocco

Ricostruzione di un cranio di Chlamydoselachus anguineus, uno squalo esistente ancora oggi, con quello del Phoebodus saidselachus, i cui resti fossili sono stati scoperti in Marocco (credito: Proceedings of the Royal Society B , DOI: 10.1098/rspb.2019.1336)

Sono considerati come i primi resti fossilo-scheletrici di Phoebodus, un antico squalo la cui esistenza era stata dedotta solo grazie agli studi di alcuni denti.

I ricercatori hanno trovato infatti diversi fossili di ossa del cranio e uno scheletro quasi completo di questa specie di squalo impressi nelle rocce delle montagne dell’Atlante in Marocco, una scoperta per la quale gli stessi ricercatori dichiarano di essere rimasti sbalorditi.

Il relativo studio, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, descrive questo squalo (Phoebodus saidselachus) vissuto oltre 350 milioni di anni fa per il quale non erano mai state trovate tracce di ossa in quanto queste ultime erano fatte di cartilagine morbida, e non di ossa dure, dunque molto più restie a fossilizzarsi.

La regione montuosa all’interno della quale questi resti sono stati trovati era una volta un grande bacino marino poco profondo.
I resti sono stati trovati in uno strato risalenti ad un periodo tra 360 e 370 milioni di anni fa, ossia il periodo del famenniano, tardo devoniano.

Lo squalo aveva un corpo affusolato, quasi a forma di anguilla, ed un muso pronunciato, caratteristiche che potrebbero farlo assomigliare ad un moderno squalo arricciato (Chlamydoselachus, detto anche squalo dal collare o squalo frangiato), squali che oggi frequentano acque profonde e che presentano varie caratteristiche “primitive” per le quali sono conosciuti anche come “fossili viventi” .

A corroborare la tesi secondo cui questi due squali potrebbero assomigliarsi ci sono anche i denti: quelli del Phoebodus e quelli dello squalo arricciato si assomigliano molto, visto che hanno entrambi una forma a cono e sono rivolti verso l’interno differendo sostanzialmente dai classici denti aguzzi e seghettati degli squali odierni.
Tra l’altro ciò indica anche che mangiavano più o meno le stesse cose.

Lo stesso Phoebodus è considerato da ricercatori un parente stretto del Thrinacodus graciae, una specie di squalo del carbonifero.
I ricercatori pensano che il Phoebodus si sia estinto proprio all’inizio del carbonifero, milioni di anni prima dell’arrivo dei primi squali che avevano le caratteristiche di quelli moderni.

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