Identificati fossili di primi animali complessi bilateriani

Ecco come doveva apparire l'Ikaria wariootia , una sorta di piccolo verme che strisciava sui fondali marini in cerca di materia organica (credito: Sohail Wasif / Università della California a Riverside / UCR)

È uno dei più antichi fossili di organismi complessi e pluricellulari quello analizzato da un team di ricercatori guidato da Scott Evans, ricercatore con dottorato della UC Riverside, e da Mary Droser, professoressa di geologia.
Nello specifico i ricercatori hanno analizzato fossili di organismi pluricellulari risalenti al periodo ediacarano, circa 555 milioni di anni fa, nel sito di Nilpena, Australia meridionale.

Si tratta di fossili di tane fatte da bilateriani (Bilateria), antichi animali con simmetria bilaterale, sostanzialmente animali con un corpo che ha un lato destro e uno sinistro che sono immagini speculari l’uno dell’altra.
I biologi evoluzionisti hanno sempre predetto che i primi antenati dei bilateriani erano simplici e piccoli con organi sensoriali grezzi. Inoltre è stato sempre creduto che la preservazione di resti
Tuttavia per 15 anni diversi gli scienziati sono stati concordi sul fatto che le tane fossilizzate trovate nel sito di Nilpena, fossero state fatte dai primi animali bilateriani. Le difficoltà sono legate al fatto che non c’è alcuna traccia delle creature che le hanno fatte.
In questa nuova ricerca Evans e Droser hanno però utilizzato un particolare scanner laser tridimensionale con il quale sono riusciti a rilevare la forma dell’animale che aveva costretto queste tane.

Questi animali avevano un corpo cilindrico con una testa e una coda e una muscolatura in parte scanalata. L’animale era lungo tra 2 e 7 mm ed era largo tra 1 e 2,5 mm, più o meno la dimensione di un chicco di riso. I ricercatori hanno denominato questo animale, simile ad un piccolo verme, Ikaria wariootia.
“È il fossile più antico che otteniamo con questo tipo di complessità”, dichiara la Droser.

A dispetto della forma semplice, infatti, l’Ikaria doveva risultare abbastanza complesso rispetto agli altri fossili di questo periodo, soprattutto per quanto riguarda il comportamento: si nascondeva in stretti strati di sabbia ossigenata sul fondo dell’oceano e qui cercava materia organica per nutrirsi. Per compiere queste azioni, doveva avere dei sensi, benché rudimentali, oltre ad una bocca, un intestino e un ano.
La forma delle tane di questi animali, inoltre, suggerisce che si muoveva contraendo i muscoli come i vermi odierni, una tipologia di movimento detta locomozione peristaltica.

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