
Gli attivisti contro la violenza domestica criticano l’uso da parte dei media di foto di “coppie felici” nei resoconti di femminicidi e violenza domestica. Pubblicato in The Conversation, [1] l’articolo esplora l’impatto negativo di queste immagini sulle vittime e l’importanza di un’informazione sensibile.
Il problema con le foto di “coppie felici”
Secondo il censimento sui femminicidi del Regno Unito, ogni anno tra 124 e 168 donne vengono uccise dagli uomini, per lo più da partner o ex partner. La copertura mediatica spesso include immagini di coppie felici, che possono trarre in inganno l’opinione pubblica e danneggiare le vittime. I critici sostengono che queste foto creano una falsa narrazione e possono perpetuare stereotipi dannosi sui colpevoli.
Impatto sulle sopravvissute
Durante la ricerca con Women’s Aid e l’Independent Domestic Abuse Service (IDAS), le sopravvissute hanno condiviso che tali foto travisano la loro realtà e le fanno sentire inadeguate. Una sopravvissuta ha ricordato che le è stato chiesto di mostrare foto di lei e del suo aggressore, affermando che queste immagini possono far sentire le vittime responsabili per non essere andate via prima.
Linguaggio e percezione
Un altro punto di contesa è il linguaggio utilizzato nelle denunce di violenza domestica. Descrivere i colpevoli come “bravi ragazzi” può essere fuorviante e dannoso. Ann Olivarius, avvocato specializzato in aggressioni sessuali, nota che gli uomini violenti spesso appaiono affascinanti a tutti tranne che alle loro vittime, rendendo fondamentale per i giornalisti considerare l’impatto delle loro parole.
Appello per un reporting etico
Le associazioni benefiche per la violenza domestica esortano i giornalisti a riformulare il loro linguaggio e approccio quando riferiscono su questi casi. Utilizzare termini come “violenza domestica” invece di “violenza domestica” può aiutare a trasmettere l’intera portata del problema. La fase successiva della ricerca cerca di sviluppare risorse per studenti giornalisti per riferire sulla violenza domestica in modo etico.


